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pubblicato il 16/gen/2014 15:10

L'Aquila: interrogati arrestati tangenti, 3 su 4 non rispondono al Gip

(ASCA) - L'Aquila, 16 gen 2014 - Si sono avvalse della facolta' di non rispondere tre delle quattro persone finite agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta ''Do ut des'' della Procura della Repubblica dell'Aquila su presunte tangenti negli appalti della ricostruzione post terremoto.

Pasqualino Macera, all'epoca dei fatti rappresentante dell'azienda Mercatone Uno Spa, e Vladimiro Placidi, al tempo di riferimento assessore alla Ricostruzione dei Beni culturali al Comune dell'Aquila, si sono trattenuti solo pochi minuti nella stanza del Gip, Giuseppe Romano Gargarella. I loro legali hanno presentato una memoria difensiva. Mentre l'avvocato di Macera non ha fatto nessuna dichiarazione, il difensore di Placidi, Fabio Alessandroni, al termine della brevissima udienza, ha commentato: ''Anche se pacatamente contestiamo la misura degli arresti domiciliari'' e ''Otto mesi fa c'eravamo resi disponibili ad essere sentiti davanti alla Procura, oggi ci ritroviamo da arrestati davanti al Gip; non c'era bisogno della misura cautelare, avevamo dato disponibilita' a fornire ampia documentazione su questa vicenda''.

L'unico a non essersi sottratto alle domande dei pm David Mancini e Antonietta Picardi e' stato Pierluigi Tancredi, ex assessore nelle precedenti Giunte di centrodestra e consigliere comunale di minoranza per un breve periodo con incarico al recupero del patrimonio culturale. ''Neanche un centesimo e' stato sottratto alla ricostruzione, questa e' la cosa piu' importante che devono sapere gli aquilani, per il resto abbiamo risposto a tutte le domande perche' siamo tranquilli'', ha fatto sapere il suo avvocato, Maurizio Dionisio, all'uscita dall'Aula del Tribunale di Bazzano.

''Non esiste un sistema L'Aquila - ha evidenziato il legale - perche' questa non e' la citta' del malaffare''. Anche Daniela Sibilla, stretta collaboratrice di Tancredi, si e' avvalsa della facolta' di non rispondere. Al momento, ha deciso di non presentare alcuna memoria difensiva.

Le altre quattro persone coinvolte nell'operazione, indagate a piede libero, erano state ascoltate lunedi' scorso. Tra di esse il vicesindaco dimissionario del Comune dell'Aquila, Roberto Riga, che ha rimesso l'incarico subito il ricevimento dell'avviso di garanzia per evitare ulteriori ombre ''sull'attivita' dell'amministrazione''. Qualche giorno dopo anche il sindaco Massimo Cialente avrebbe rassegnato le dimissioni. iso/sam/

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