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pubblicato il 21/gen/2014 14:45

L'Aquila: Gip revoca arresti domiciliari a indagati tangenti post sisma

(ASCA) - L'Aquila, 21 gen 2014 - Su richiesta della Procura dell'Aquila, il Gip Giuseppe Romano Gargarella ha firmato il provvedimento di revoca degli arresti domiciliari per quattro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta ''Do ut des'' che ha scoperchiato un presunto affaire di tangenti-appalti nella ricostruzione post terremoto. La decisione e' stata presa con due giorni d'anticipo rispetto a quanto contemplato nella misura cautelare che prevedeva la limitazione della liberta' fino al 23 gennaio.

Ai domiciliari erano finiti Pierluigi Tancredi, ex assessore di Forza Italia ed ex consigliere comunale del PdL al quale il sindaco dimissionario Massimo Cialente aveva affidato per un brevissimo periodo la delega per il recupero e la salvaguardia dei beni costituenti il patrimonio artistico della citta'; Daniela Sibilla, dipendente del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell'Aquila, e sua stretta collaboratrice; Vladimiro Placidi, all'epoca dei fatti, tra il 2009 e il 2011, assessore comunale alla Ricostruzione dei Beni culturali e direttore del Consorzio dei beni culturali della Provincia dell'Aquila; Pasqualino Macera, allora funzionario responsabile Centro-Italia della Mercatone Uno spa. Assieme ad altre quattro persone indagate a piede libero, sono accusati, a vario titolo, di corruzione, millantato credito, falsita' materiale ed ideologica, appropriazione indebita. Scrive in una nota il procuratore capo Fausto Cardella: ''La Procura della Repubblica dell'Aquila ha usato le misure cautelari come estrema ratio, in quanto necessarie a garantire il compimento di attivita' investigative, compiute le quali, i sostituti procuratori della Repubblica, Antonietta Picardi e David Mancini, d'intesa con il Procuratore, hanno chiesto la revoca delle stesse, pur in presenza di un confermato quadro indiziario''.

Gli indagati a piede libero sono Daniele Lago, imprenditore veneto che per conto della sua ditta, la Steda, avrebbe, secondo l'accusa, versato mazzette in cambio di lavori; il vicesindaco dimissionario Roberto Riga; il dirigente comunale Mario Di Gregorio e l'ingegnere umbro Fabrizio Menesto', al tempo direttore e progettista per le opere provvisionali di messa in sicurezza di palazzo Carli, sede dell'Universita' in pieno centro storico. iso/res

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