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pubblicato il 06/apr/2013 11:14

L'Aquila: dolore, sconforto, palloncini. In 12 mila a fiaccolata memoria

(ASCA) - L'Aquila, 6 apr - Il dolore e' quello di tutti i giorni. Opprimente e devastante. La condivisione del dolore e' quella di ogni anno, nella notte tra il 5 e il 6 aprile.

Discreta e confortante. E' da quattro anni ormai che gli aquilani si ritrovano nella fiaccolata della memoria. Nessuno vuole, e puo', dimenticare la distruzione, la sofferenza, le vite spezzate dalla furia di un terremoto che non ha guardato in faccia nessuno e men che meno i giovani. Molti dei quali, grazie a Dio, salvati dalla felice intuizione di anticipare altrove le vacanze pasquali. Occhi che si cercano. Tutti conoscono chi ha avuto un lutto piu' prossimo. L'Aquila e' sempre stata cosi', una grande famiglia dalle spalle larghe.

Non servono parole per dire cio' che prova il cuore. In migliaia (circa dodicimila) ieri sera si sono dati appuntamento all'inizio di via XX Settembre, dov'era il palazzo di Giustizia. Per la prima volta si e' partiti da la', anziche' dal lato opposto del centro (fontana Luminosa) perche', in fondo, quella strada racchiude tutto il senso della tragedia. La distruzione, l'abbandono, il vuoto, il senso d'impotenza. L'anno passato il corteo aveva contato diecimila persone, meno dei precedenti. Quest'anno, complice qualche ''aggiustamento'' di orario ed itinerario, la fiaccolata e' stata piu' partecipata. Aquilani, ovviamente, ma anche tanta gente di fuori che ha voluto testimoniare la propria solidarieta' per una tragedia senza fine. Gente comune che prova a sopravvivere alla crisi, alla mancanza di lavoro, al buio del futuro, all'oblio. C'era il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, ''inviato speciale'' di Monti per la Ricostruzione.

Nel pomeriggio il Ministro aveva avuto parole rassicuranti sulle disponibilita' finanziarie. C'erano rappresentanti delle istituzioni locali (il sindaco Massimo Cialente, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, l'assessore comunale e neo senatrice Stefania Pezzopane) e della politica.

Anche un gruppo di parlamentari 5 Stelle - guidato dal capogruppo al Senato, Vito Crimi e dalla senatrice aquilana Enza Blundo - ha voluto essere presente. Direttamente da Fiumicino, location del ''misterioso'' vertice con Beppe Grillo. Ma, come aveva esortato il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Nazario Pagano, non era ne' il tempo ne' il luogo per i protagonismi. Il lungo serpentone umano ha sostato commosso davanti a quella che fu la Casa dello studente, ora solo una fredda voragine, che ha inghiottito sogni, speranze, futuro ad otto giovani universitari. Poi di nuovo in cammino verso piazza Duomo con le toccanti note del Requiem di Verdi. Il vescovo dell'Aquila, Giuseppe Molinari ha celebrato messa (non lesinando stoccate allo stallo e alla mancanza di soldi) ed il vescovo ausiliare, Giovanni D'Ercole ha accompagnato la veglia di preghiera fino alle 3:32, quando 309 rintocchi di campane hanno fatto volare alto il nome di chi non c'e' piu', strappato alla vita da una maledetta scossa di 22 secondi. Palloncini bianchi liberati in cielo e tante promesse rinnovate. Ognuno nel proprio cuore e nella propria coscienza. Promesse per verita' e giustizia; promesse per un impegno di rinascita della citta', per non abbandonarla e per non abbandonarsi. Oggi e' gia' tempo di concretezza. C'e' il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Forse gli amministratori locali proveranno a spiegare i tanti ''perche''' di una ricostruzione che non c'e'. C'e' una celebrazione liturgica di suffragio e di certo Molinari dall'altare non fara' mancare le sue riflessioni, non solo di carattere spirituale. Se n'e' andato un altro anno all'Aquila.

Doveva essere quello della svolta, secondo Del Corvo. Non e' stato cosi'. Un'altra commemorazione da archiviare. I media nazionali hanno riacceso per due giorni i riflettori sulla citta'. Da domani, purtroppo, gli aquilani saranno di nuovo soli. iso/mau

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