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pubblicato il 05/apr/2013 13:26

L'Aquila: 4 anni fa il sisma distrusse citta' e si porto' via 309 vite

L'Aquila: 4 anni fa il sisma distrusse citta' e si porto' via 309 vite

(ASCA) - L'Aquila, 5 apr - Era trascorsa la domenica delle Palme e gli aquilani, quel 5 aprile di quattro anni fa, erano andati a letto con la stessa apprensione dei giorni precedenti. Da circa tre mesi si conviveva con un terra traballante che a volte incuteva paura, altre strappava un sorriso, altre ancora invitava alla sfida. Ma quella sera, all'Aquila, molti, troppi, erano a casa, rincuorati dalle rassicurazioni degli esperti e delle istituzioni. E poi, Pasqua era alle porte, i tanti preparativi per la festa, la testa altrove e magari la convinzione, intima e spirituale, di essere immuni da ''qualcosa di brutto'' proprio mentre la Chiesa, la cristianita', era proiettata alla Resurrezione di Cristo. I piu' timorosi, dopo le avvisaglie delle ore prima, avevano tirato tardi. C'era stata una scossa intorno alle undici e ancora una replica violenta verso l'una. Molti erano gia' in strada quando alle 3:32 arrivo', disperatamente attesa, subdola, fragorosa, paralizzante, la botta che si porto' via 308 vite umane, salite a 309 con la creatura ''intrappolata'' tra il ventre della madre e le macerie, che doveva venire alla luce proprio allora. L'Aquila, citta' di cultura, di storia, di architettura fu spazzata via in pochi secondi di ''naturale follia''. Quel terremoto, classificato di magnitudo 6.3, distrusse uno dei centri storici piu' suggestivi, piu' ricchi artisticamente, piu' importanti d'Italia. Ma i danni risulteranno di gran lunga amplificati di quanto la semplice, scientifica, rilevazione dei sismografi potesse allora dire. Dopo una notte tragica, scandita da dolore e da una strenua corsa per strappare alla morte piu' vite possibili, si sapra' che la scossa era avvenuta ad una profondita' di 8,8 chilometri e con epicentro tra la citta' capoluogo, Lucoli e Tornimparte (periferia ovest). Numeri drammatici: oltre 1.600 feriti; 70.000 sfollati (35 mila subito accolti nelle tendopoli prontamente allestite dalla Protezione civile e 30 mila in hotel e case private); 23 mila edifici privati con gravi danni e 11 mila con medie e leggere lesioni; 470 gli edifici pubblici gravemente danneggiati e 550 quelli classificati come ''medi''; mille gli edifici culturali con danni gravi e 842 quelli con danni medi. Alla conta finale, in tutto il cratere (cosi' definito il territorio interessato piu' direttamente dal terremoto) risulteranno ingenti danni anche al patrimonio culturale e architettonico, tra cui 1.053 chiese e 501 palazzi gentilizi del centro storico aquilano. Nessuno, a rigor di memoria, ricordava una cosa simile. La storia fino ad allora aveva consegnato la testimonianza di un terremoto di pari violenza solo nel lontano 1.703. Poi secoli di paure piu' o meno grandi, fino alla scossa del 6 aprile 2009 che si portera' via L'Aquila. Nonostante i proclami di una ricostruzione ''subito, dov'era e com'era''. Al momento, le risorse per gli interventi del post terremoto, secondo dati forniti dal ministro Fabrizio Barca, ammontano a circa 10,6 miliardi di euro, di cui 2,9 relativi all'emergenza e 7,7 per la ricostruzione. Risultano ancora da utilizzare 5,7 miliardi. Al quarto anniversario del sisma, la popolazione assistita dallo Stato e' di 22 mila persone (12 mila negli insediamenti antisismici del progetto CASE; 2.700 nei Moduli abitativi provvisori; 6.700 beneficiari del contributo di autonoma sistemazione; 140 persone ancora ospiti negli alberghi). iso/res

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