lunedì 23 gennaio | 11:34
pubblicato il 30/gen/2015 11:00

Italiani contrari a nozze gay-eterologa, sì prostituzione legale

Rapporto Eurispes: meno consensi eutanasia e testmento biologico

Italiani contrari a nozze gay-eterologa, sì prostituzione legale

Roma, 30 gen. (askanews) - Mentre tra gli italiani è condivisa la necessità di tutela giuridica delle coppie di fatto indipendentemente dal sesso dei partner (64,4%), la maggioranza non è invece favorevole ai matrimoni omosessuali (59,2%) né alle adozioni (72,2%). Percentuali in crescita rispetto al 2014, visto che allora i contrari alle nozze gay erano stati il 50,7% e quelli che dicevano no alle adozioni il 71,2%. E' quanto emerge dal "Rapporto Italia 2015" dell'Eurispes, presentato oggi.

Secondo il dossier la fecondazione eterologa raccoglie il 47,2% dei consensi, la possibilità di ricorrere all'utero in affitto il 49,8% e la pillola abortiva il 58,1%. L'orientamento positivo verso l'utilizzo della pillola abortiva Ru-486, testato lo scorso anno al 63,5% di consensi, scende nel 2015 al 58,1%. Gli italiani si dicono favorevoli all'eutanasia nel 55,2% dei casi (erano il 58,9% nel 2014) e al testamento biologico nel 67,5% (erano il 71,7% nel 2014), mentre il suicidio assistito segna il 66,5% dei contrari. La legalizzazione delle droghe leggere raccoglie il 33% dei consensi, ma ciò che sembra diffusamente auspicata è la legalizzazione della prostituzione (65,5%). L'utilizzo delle staminali per le cure mediche vede una posizione compatta dei favorevoli fino all'86,6%.

Secondo l'Eurispes "se è vero che su alcune tematiche gli italiani si confermano, come nel recente passato, 'più avanti' rispetto alle leggi che regolano o che ancora non riconoscono dignità ad alcune aree della sfera privata e della relazionalità tra individui, gli shift e le modifiche dei dati, quasi sempre di segno 'regressivo', attestano una minore apertura alle nuove sensibilità, patrimonio diffuso delle società più avanzate con cui l'Italia si confronta e relaziona. Oltre quelli economici e strutturali, anche questo rischia di diventare un gap difficilmente sanabile che - prodotto delle difficoltà generate dalla crisi - contribuisce a rendere più complessa la fuoriuscita del Paese dalle tante paludi che lo avviluppano".

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