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pubblicato il 16/set/2014 12:00

Italia 17esima Ue spese ricerca,ma 3a su donne a capo università

Rapporto Commissione europea: bene anche numero pubblicazioni

Italia 17esima Ue spese ricerca,ma 3a su donne a capo università

Roma, 16 set. (askanews) - Italia solo 17esima in Europa sulle spese pubbliche totali destinate alla ricerca, che si attestano all'1,1 per cento del Pil a fronte dell'1,4 per cento della media tra i 28 paesi dell'Unione europea. E la situazione non migliora granché se si guarda alla spesa totale in ricerca di settore pubblico e imprese private messe insieme: in questo caso l'Italia si piazza 16eima. Leggermente migliore è il piazzamento, 13esimo posto, considerando la spesa procapite, secondo l'ultima relazione sui progressi compiuti nell'attuazione dello Spazio europeo della ricerca (Ser), presentata oggi dalla Commissione europea. Tuttavia non è univoco il bilancio che ne esce per la Penisola. Perché su altri aspetti infatti ottiene posizioni ben più elevate. Ad esempio è sul podio, terza, sulla quota di donne a capo di università e enti di istruzione terziaria: 23,4 per cento guidate da donne in Italia a fronte del 15,5 per cento medio dell'Ue (in base ai dati Eurostat sull'anno 2010). Un posizionamento elevato si registra anche sulla quota di donne tra i ricercatori esperti, ottavo posto e 20 per cento in linea con la media Ue. La quota di donne che hanno conseguito dottorati (PhD) supera quella degli uomini in Italia, 53,2 per cento e sesto posto a fronte del 47 per cento medio nell'Ue. Infine elevati sono anche molti dei piazzamenti in merito alle pubblicazioni scientifiche. L'Italia è seconda in Europa sul numero di pubblicazioni per ricercatore, 4,5 in media nel periodo 2000-2011 a fronte delle 2,98 dell'Ue. Guardando al quadro generale dell'Ue, la principale conclusione delle studio è che le condizioni per realizzare uno Spazio europeo della ricerca, dove possano circolare liberamente i ricercatori e le conoscenze scientifiche, esistono già. Ma solo a livello comunitario: "per farlo funzionare ora occorre attuare le riforme necessarie a livello degli Stati membri", afferma l'Ue.

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