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pubblicato il 11/mar/2013 11:01

Istat: in Italia 3 giovani su 10 occupati. Crisi pesa su donne e Sud

Istat: in Italia 3 giovani su 10 occupati. Crisi pesa su donne e Sud

(ASCA) - Roma, 11 mar - Al netto degli ancora piu' marcati disagi per donne e Mezzogiorno, in media, nel 2011, appena tre giovani 20-24enni su dieci erano occupati in Italia, risultata, nello stesso anno, terzultima in Unione europea, per tasso di occupazione (61,2%), prima solo di Ungheria e Grecia. Vale a dire che nel 2011 su 100 persone da 20 a 64 anni residenti in Italia, solo 61 risultavano occupate, due in meno di quanto registrato nel 2008, dopo una crescita durata oltre un decennio. Lo attesta il Bes, il nuovo indice del 'Benessere equo e sostenibile' da affiancare al Pil, coniato da Istat e Cnel e presentato oggi a Montecitorio alla presenza del capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Nonostante gli italiani si dicano piuttosto soddisfatti del loro lavoro - al quale, da zero a dieci, assegnano il voto di 7,3 - oltre alla quantita', la crisi risulta aver intaccato anche la qualita' del lavoro in Italia: la percentuale di tempi determinati che transitano a indeterminati, ad esempio, e' passata dal 26% del biennio 2007-2008 a valori inferiori al 22% negli anni successivi.

Anche se la crisi ha colpito in prevalenza professioni maschili, come edilizia e manifatturiero, ''il divario di genere resta tra i piu' elevati in Europa, con un tasso di occupazione femminile pari al 51% nel 2011, 12 punti percentuali sotto la media Ue. Inoltre, il tasso di occupazione delle donne con figli e' ancora il 28% di quelle senza figli, segnale che restano ancora gravi problemi di conciliazione del lavoro con i tempi di vita'' scrive il rapporto Bes2013. Oltre alle donne, particolarmente penalizzato e' il Sud, dove il tasso di occupazione nel 2011 non raggiungeva il 48%, ben 21 punti percentuali al di sotto della media Ue. A livello nazionale, inoltre, il Bes rileva che non diminuisce la percentuale di lavoratori a basso reddito: circa un lavoratore dipendente su dieci percepisce una bassa remunerazione, inferiore cioe' di due terzi al valore mediano. stt/sam/rl

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