mercoledì 27 luglio | 22:58
pubblicato il 19/feb/2016 11:58

Istat: in 2015 tasso mortalità più alto dal Dopoguerra

653mila deceduti, soprattutto 75-95enni. Nascite a minimo storico

Istat: in 2015 tasso mortalità più alto dal Dopoguerra

Roma, 19 feb. (askanews) - Il tasso di mortalità più alto dal dopoguerra a oggi e un nuovo minimo storico dall'Unità di Italia nel tasso di natalità. Diminuisce anche la speranza di vita alla nascita, sia per gli uomini sia per le donne. E' la fotografia che emerge dal rapporto sugli indicatori demografici dell'Istat.

Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (+39 mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179 mila residenti.

I morti sono stati 653 mila nel 2015 (+54 mila). Il tasso di mortalità, pari al 10,7 per mille, è il più alto tra quelli misurati dal secondo dopoguerra in poi. L'aumento di mortalità risulta concentrato nelle classi di età molto anziane (75-95 anni). Il picco è in parte dovuto a effetti strutturali connessi all'invecchiamento e in parte al posticipo delle morti non avvenute nel biennio 2013-2014, più favorevole per la sopravvivenza.

Nel 2015 le nascite sono state 488 mila (-15 mila), nuovo minimo storico dall'Unità d'Italia. Il 2015 è il quinto anno consecutivo di riduzione della fecondità, giunta a 1,35 figli per donna. L'età media delle madri al parto sale a 31,6 anni.

Il saldo migratorio netto con l'estero è di 128 mila unità, corrispondenti a un tasso del 2,1 per mille. Tale risultato, frutto di 273 mila iscrizioni e 145 mila cancellazioni, rappresenta un quarto di quello conseguito nel 2007 nel momento di massimo storico per i flussi migratori internazionali. Le iscrizioni dall'estero di stranieri sono state 245 mila e 28 mila i rientri in patria degli italiani. Le cancellazioni per l'estero riguardano 45 mila stranieri e 100 mila italiani.

Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva di 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). L'indice di dipendenza strutturale sale al 55,5%, quello di dipendenza degli anziani al 34,2%.

Diminuisce la speranza di vita alla nascita. Per gli uomini si attesta a 80,1 anni (da 80,3 del 2014), per le donne a 84,7 anni (da 85). L'età media della popolazione aumenta di due decimi e arriva a 44,6 anni.

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Fisco
Roma, sequestrati beni per 450 mln: sigilli al porto di Ostia
Papa
Papa in Polonia, ministro Interno su terrorismo: paese sicuro
Rifiuti
Rifiuti Roma, Galletti: brutto spettacolo, si scherza col fuoco
Turismo
Al via le prime tre ciclovie turistiche, 1.500 km in otto regioni
Altre sezioni
Salute e Benessere
Atleti, vincere con l'ipnosi: i consigli degli psicologi per Rio
Motori
Auto, agli italiani non piace la decappottabile
Enogastronomia
Dal 3 al 5 settembre a Verona torna il festival Soave Versus
Turismo
Turismo, nasce il sistema della ciclovie nazionali
Energia e Ambiente
Rinnovabili, Enerray si aggiudica bando Enel Gp in Brasile
Sostenibilità
Enel riconfermata nell'indice Ftse4Good
TechnoFun
Social media, Viravox monetizza le attività di condivisione
Scienza e Innovazione
Sonda Rosetta, interrotte le comunicazioni con il robot Philae
Sistema Trasporti
Renzi: il 22/12 Salerno-Reggio pronta, non si ride più di Italia