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pubblicato il 06/giu/2011 18:39

Isfol:in Italia la laurea serve ma non apre più porte del lavoro

Laureati lavorano più dei diplomati solo sopra i 35 anni

Isfol:in Italia la laurea serve ma non apre più porte del lavoro

Roma, 6 giu. (askanews) - In Italia chi si avvicina al mondo del lavoro subito dopo aver acquisito il diploma di maturità ha maggiori possibilità di trovare un impiego rispetto ai laureati. I quali, anche rispetto al resto d'Europa, hanno sempre più problemi a trovare un'occupazione: basta dire che per vedere ripagati i loro sforzi sui libri devono aspettare i 35 anni di età. A sostenerlo è l'Isfol, che ha oggi presentato i risultati di uno studio che anticipa un progetto di ricerca dello stesso 'Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori' sui rendimenti dell'istruzione nel mercato del lavoro. L'Isfol, che ha analizzato dati Istat e Miur aggiornati al 2010, ha ipotizzato "uno scenario che vede i diplomati in condizioni mediamente migliori nella fascia di età fino ai 34 anni. Nella classe di età compresa tra 25 e 34 anni il tasso di occupazione dei giovani diplomati è superiore di oltre un punto percentuale rispetto ai laureati, ma nella fascia di età successiva, da 34 a 44 anni, il tasso di occupazione dei laureati sopravanza di quasi 7 punti percentuali quello dei diplomati". In particolare, fino a 34 anni il tasso di occupazione rilevato dall'istituto per i diplomati della secondaria è pari a 68,3, contro la quota 67,0 raggiunta da laureati, anche in possesso di perfezionamenti, specializzazioni o master. Se si va a misurare lo stesso dato nella fascia da 35 a 44 anni, quello dei lavoratori in possesso solo della maturità si ferma all'80,8, mentre i 'dottori' fanno registrare un sensibile incremento fino a quota 87,6. La 'forbice' si allarga ulteriormente se ci si sofferma sui guadagni mensili: in media un laureato percepisce 1.626 euro al mese, ovvero il 28,9 per cento in più di un diplomato, che si attesta a 1.261 euro. Se però fino a 44 anni il divario non supera i 300 euro, tra i 55 ed i 64 anni di età sfiora i 500 euro mensili: un diplomato, sempre in media, prende 1.524 euro, mentre un laureato 2.066. Tornando al dato sull'occupazione dei laureati, questo perde decisamente consistenza se messo a confronto con il resto d'Europa: l'Isfol parla di "uno scenario decisamente più critico", poiché "i tassi di occupazione dei laureati italiani - sottolinea l'istituto di formazione - sono inferiori di 6 punti percentuali rispetto alla media comunitaria, di oltre 10 punti rispetto alla Germania, di 4 punti rispetto alla Francia e di oltre 7 punti rispetto al Regno Unito. Nel confronto con i Paesi nordeuropei come la Svezia, l'Olanda e la Norvegia il divario nei tassi di occupazione dei laureati supera i 10 punti percentuali". A preoccupare maggiormente gli analisti dell'Isfol è il dato tendenziale degli ultimi dieci anni. "Le distanze con l'Europa si sono dilatate nel corso del decennio trascorso: il tasso di occupazione dei laureati era in Italia pari all'81 % nel 2000, a fronte dell'82,4 % dell'Unione a 15 Paesi; nel 2010 l'indicatore è rimasto sostanzialmente stabile per la media comunitaria (82,3 %) mentre nel nostro Paese è diminuito di 4,6 punti percentuali". La conclusione è che "i laureati italiani ottengono quindi un sensibile guadagno rispetto ai diplomati in virtù del loro maggiore investimento in formazione, sia in termini di occupazione che in termini di retribuzione attesa nel corso dell'intera vita lavorativa. Tuttavia il divario si è ridotto nel tempo e l'investimento nella laurea - conclude l'Isfol - paga meno sia rispetto al passato che rispetto agli altri paesi comunitari".

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