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pubblicato il 14/gen/2014 10:40

Inflazione: Coldiretti, ai minimi per taglio consumi di 2 italiani su 3

(ASCA) - Roma, 14 gen 2014 - L'inflazione e' calata bruscamente per effetto del crollo dei consumi delle famiglie nel 2013 con piu' di due italiani su tre (68 per cento) che hanno ridotto la spesa o rimandato l'acquisto di capi d'abbigliamento e oltre la meta' (53 per cento) che ha detto addio a viaggi e vacanze e ai beni tecnologici (52) e molto altro ancora. E' quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixe' in riferimento all'analisi Istat sul calo dell'inflazione che nel 2013 e' scesa all'1,2 per cento, ai minimi dal 2009. Una situazione provocata dalla recessione che - sottolinea la Coldiretti - ha fatto scendere i consumi in Italia del 9 per cento negli ultimi 5 anni ed hanno toccato nel 2013 il livello piu' basso dal 1997, con una riduzione del 2,3 per cento rispetto all'anno precedente secondo Prometeia. Ad essere tagliate nel 2013 sono state addirittura le spese per l'alimentazione con una riduzione del 3,9 per cento secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea relativi ai primi nove mesi dell'anno. La situazione economica generale del Paese - precisa la Coldiretti - si riflette sul potere di acquisto delle famiglie e quindi sull'andamento dei consumi.

La crisi infatti ha provocato una profonda spending review dei bilanci familiari che ha colpito tutti le voci di spesa come la frequentazione di bar, discoteche o ristoranti nel tempo libero, dei quali ha fatto a meno ben il 49 per cento.

Il 42 per cento degli italiani ha rinunciato alla ristrutturazione della casa, il 40 per cento all'auto o la moto nuova e il 37 per cento agli arredamenti. Significativo e' anche - continua la Coldiretti - l'addio alle attivita' culturali del 35 per cento degli italiani in un Paese che deve trovare via alternative per uscire dalla crisi, ma anche quello alle attivita' sportive (29 per cento) destinato ad avere un impatto sulla salute. E per il 2014 - conclude la Coldiretti - pesa il fatto che appena il 14 per cento delle famiglie italiane pensa che la propria situazione economica migliorera', mentre per il 35 per cento e destinata a peggiorare anche se una maggioranza del 51 per cento ritiene che non cambi.

res/rus

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