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pubblicato il 30/ago/2013 14:01

Inflazione: Cia, calo prezzi non rilancia consumi. No ad aumento Iva

Inflazione: Cia, calo prezzi non rilancia consumi. No ad aumento Iva

(ASCA) - Roma, 30 ago - Il basso tasso d'inflazione e' frutto del clima di depressione dei consumi che ha costretto oltre il 70 per cento delle famiglie a 'tagliare' anche sul cibo, con un calo dell'1,8 per cento delle vendite alimentari nei primi sei mesi dell'anno e il conseguente crollo della spesa per prodotti indispensabili come pasta (-9,3 per cento), pesce (-16,6 per cento), carne rossa (-4,4 per cento) e ortofrutta (-3,7 per cento). Lo afferma in una nota la Confederazione italiana agricoltori (Cia), commentando i dati provvisori sui prezzi al consumo ad agosto diffusi oggi dall'Istat e definendo, pertanto, ''impensabile'' un aumento dell'Iva che graverebbe di circa 1 miliardo di euro sulla spesa alimentare. Secondo la Cia non bastano i ribassi su base mensile degli alimentari non lavorati (-1,3 per cento), soprattutto verdura (-6,5 per cento) e frutta (-2,1 per cento), a cambiare la situazione: gli italiani continuano a svuotare il carrello della spesa, orientandosi sempre di piu' verso una tavola 'low-cost', con 7,4 milioni di famiglie che optano per prodotti di qualita' inferiore e 6,5 milioni che ormai si rivolgono quasi esclusivamente ai discount.

E' chiaro, quindi, che in questa situazione non e' pensabile aumentare l'Iva - avverte la Cia - che rischia di dare un colpo mortale al Paese, costando alle famiglie quasi un miliardo in piu' soltanto per le spese alimentari. Certo, e' vero - riconosce l'associazione di categoria - che l'aumento dell'aliquota dal 21 al 22 per cento non riguarda beni di prima necessita' come pasta o pane, ma coinvolge tuttavia prodotti di largo consumo come acqua minerale, vino e spumanti, birra, succhi di frutta, caffe' e bevande gassate. Senza contare che - conclude la Cia - il rialzo sulla voce carburanti avra' comunque effetti moltiplicatori sui prezzi di tutti i prodotti alimentari, visto che in Italia viaggiano su gomma nell'85 per cento dei casi per arrivare dal campo alla tavola. red-stt/lus

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