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pubblicato il 04/gen/2013 12:35

Inflazione: Cia, 6 famiglie su 10 costrette a cambiare menu' alimentare

Inflazione: Cia, 6 famiglie su 10 costrette a cambiare menu' alimentare

(ASCA) - Roma, 4 gen - Il carrello della spesa continua a ridursi. Gli italiani, sotto i colpi di una difficile crisi economica, sono costretti a una dura ''spending review'' casalinga che coinvolge anche la tavola. Cosi' sei famiglie su dieci sono state obbligate a cambiare gli acquisti dei prodotti alimentari; mentre il 50 per cento ha ridotto decisamente a spesa. Il 34 per cento (7,4 milioni) ha optato ormai per prodotti 'low-cost' o di qualita' inferiore e il 28 per cento (6,5 milioni) ha ammesso di rivolgersi quasi esclusivamente ai discount. E' quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito alle stime Istat sull'inflazione a dicembre e nel corso del 2012.

''A dicembre - afferma la Cia - la corsa del carrello della spesa e' leggermente rallentata, ma resta comunque ancora troppo 'caro' per le tasche delle famiglie, mantenendosi superiore al tasso d'inflazione di circa un punto percentuale''.

''A questa frenata ha contribuito - avverte la Cia - l'agricoltura che ha mantenuto i listini a livelli bassi.

Unica eccezione, anche per il periodo invernale e per il maltempo che ha distrutto diverse coltivazione, i vegetali freschi che al dettaglio sono cresciuti, a dicembre, del 4,7 per cento rispetto al mese precedente e del 6 per cento in termini tendenziali. Per gli altri prodotti, come carne bovina, olio d'oliva, farine e uova si sono avuti rialzi assai moderati (tra lo 0,1 e lo 0,4 per cento). Per la frutta si e' addirittura registrato un calo congiunturale dell'1,4 per cento''. ''Le famiglie, insomma, sono costrette a mantenere 'condotte' d'acquisto orientate alla prudenza e al massimo risparmio. Anche perche' la pressione fiscale in un anno e' salita al 44,7 per cento (e nel 2013 e' destinata a superare il 45 per cento) e il potere d'acquisto si e', invece, ridotto ulteriormente. E, di conseguenza, il risultato - conclude la Cia - e' che si riducono drasticamente anche cene fuori casa e dolci della domenica, con un calo nei ristoranti (meno 5 per cento) e nelle pasticcerie (meno 11 per cento)''.

com-dab/

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