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pubblicato il 04/mag/2011 16:36

Infanzia/ In Italia ogni anno 191 casi abuso sessuale su minori

Domani III giornata mondiale contro pedofilia e pedopornografia

Infanzia/ In Italia ogni anno 191 casi abuso sessuale su minori

Roma, 4 mag. (askanews) - Bambini sempre più abusati. In Italia, secondo i dati Istat, nel 2009 solo 492 atti sessuali con minorenni sono stati segnalati dalle forze di polizia all'autorità giudiziaria. Nel 2008, 2009 e 2010 sono state riferite a Telefono Azzurro 570 situazioni di abuso sessuale, ovvero, in media, 191 casi all'anno. Nello stesso periodo di riferimento, il servizio di Telefono Azzurro per consentire a chi naviga in Internet di segnalare contenuti inadeguati o potenzialmente pericolosi per bambini e adolescenti, ha accolto 5.768 segnalazioni: il 26% si riferiva a materiale pedopornografico. I dati sono resi noti da Telefono Azzurro alla vigilia della terza giornata mondiale contro pedofilia e pedopornografia, che si celebra domani. Secondo il dossier "Child Maltreatment", pubblicato ogni anno, nel 2009 negli Stati Uniti sono stati segnalati circa 65.000 abusi sessuali. In Inghilterra, secondo i dati del Department for Education, nel 2009 sono stati segnalati 2000 abusi sessuali. In Francia, sempre nello stesso anno, la linea "Allo Enfance Maltraitee" ha ricevuto circa 2800 denunce di abusi sessuali. In base alle segnalazioni pervenute alle linee di ascolto di Telefono Azzurro (364 situazioni riferite tra il 2008 e il 2010), il 68,4% delle vittime di abusi sessuali sono bambine e adolescenti femmine e il 55,8% delle vittime ha generalmente un'età inferiore agli 11 anni. Le femmine subiscono in misura maggiore toccamenti (120 casi femmine vs 55 maschi) e abusi con penetrazione (42 femmine vs 13 maschi). Più spesso dei maschi, inoltre, ricevono proposte sessuali di tipo verbale (37 casi). I maschi sembrano essere più spesso costretti ad assistere ad atti sessuali (16 casi) oltre che a penetrazioni anali (12 casi). Nel 90% dei casi le vittime degli abusi sono minori italiani; nel restante 10% si tratta invece di bambini e adolescenti stranieri, provenienti principalmente da Paesi dell'Est. Ma qual'è l'identikit di chi abusa? Anche in questo caso i dati raccolti da Telefono Azzurro smentiscono il luogo comune secondo il quale il pedofilo è quasi sempre un estraneo. Dall'indagine emerge infatti come nella maggior parte dei casi gli abusi sessuali siano commessi da persone appartenenti al nucleo familiare: padri, madri, nonni, nuovi conviventi/coniugi e altri parenti. Se solo il 9,6% riguarda soggetti estranei, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma comunque conosciuti: tra questi spiccano gli amici di famiglia (11% circa), gli insegnanti (9,1%) e i vicini di casa (4,8%). L'1% circa delle segnalazioni al Telefono Azzurro riguarda figure religiose. Le donne autrici di abusi sessuali rappresentano il 12,8% delle segnalazioni pervenute; gli abusi praticati sono sia di tipo "attivo", cercati per motivi di piacere o di denaro, sia "assistito", ossia compiuti da altri che generalmente sono i compagni, taciuti e in alcuni casi facilitati. A favorire il sommerso è anche il fatto che molti casi di abuso avvengono in contesti sociali legati a istituzioni come la scuola o la chiesa, le quali, per tutelarsi dal grave danno di immagine che ne conseguirebbe, possono cercare di insabbiare o rimuovere episodi di questo tipo. In generale, c'è una errata percezione del fenomeno della pedofilia, che porta a considerare i pedofili come figure estranee, non integrate: come orchi, appunto. La realtà è invece ben diversa. Il pedofilo, spiega Telefono Azzurro, non è un soggetto facilmente identificabile come "problematico": è invece abile nel mimetizzarsi all'interno della comunità e a sfruttare tutte quelle situazioni che favoriscono il contatto con i bambini. Si tratta spesso di persone che i bambini conoscono bene, nelle quali ripongono fiducia, abbassando così le difese e finendo così per trovarsi in una condizione di "fragilità" emotiva. Internet e le nuove tecnologie, inoltre, forniscono ulteriori strumenti che facilitano il contatto con bambini e adolescenti fino a culminare nei casi di adescamento on line (il cosiddetto "grooming").

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