lunedì 16 gennaio | 14:23
pubblicato il 17/ott/2011 08:31

Indignati/ Corsera: L'attacco a Roma preparato in Val di Susa

I violenti addestrati con i No Tav secondo il quotidiano

Indignati/ Corsera: L'attacco a Roma preparato in Val di Susa

Roma, 17 ott. (askanews) - Black bloc addestrati in Val di Susa con i No Tav, mazze e bombe carta nascote lungo il percorso: è quello che scrive oggi il Corriere della Sera che indaga sulla preparazione delle violenze che sabato hanno devastato il centro di Roma e messo fine alla manifestazione pacifica degli Indignati. "Giovanissimi ma guidati da una precisa regia" secondo il quotidiano che usa le fonti della polizia e dei carabinieri che tentano di ricostruire i nomi e l'organizzazione dei 500 violenti di Roma (gli arresti sono stati solo una decina). Punto primo, la maggioranza, scrive Fiorenza Sarzanini, è arriovata nella capitale sabato mattina; molti di loro "si sono addestrati con i No Tav in Val di Susa". I loro comportamenti sono studiati con filmati e testimonianze. Punto secondo, il materiale degli assalti: lungo il percorso della manifestazione erano state sistemate buste bianche di plastica che indicavano dove si trovano le mazze e le bombe carte da utilizzare contro le forze dell'ordine e sulle vetrine sfasciate. Ma negli zaini c'erano anche fionde, biglie e sassi. Punto terzo, l'uso di Internet: i giovani violenti si tengono in contatto via web. Insomma secondo l'articolo una battaglia preparata con cura da giorni. C'erano, si prosegue, almeno due blocchi di violenti: uno all'interno del corteo, l'altro ha puntato direttamente su piazza San Giovanni, teorica meta della manifestazione (che si è sciolta molto prima, senza festa nè interventi dal palco preparato) e luogo invece dei peggiori scontri. La media dei ragazzi coinvolti ha fra i 17 e i 25 anni. Manovrati forse dai più anziani con il progetto d far fallire la manifestazione pacifica, sottolinea il giornale. Dal primo attacco partito alle 14.35 contro il supermercato Elite, gli assalti sono effettuati con azioni estemporanee che portano piccoli gruppi a uscire dal corteo e poi a rientrarvi subito per non essere fermati. E l'ordine impartito dal questore Tagliente vieta di intervenire all'interno del corteo per non mettere a rischio l'incolumità dei manifestanti. Anche quando gli assalti si fanno più frequenti si decide di aspettare prima di lanciare le cariche per non coinvolgere i manifestanti pacifici. Così però il gruppo dei violenti si ricompatta e arriva indisturbato in piazza San Giovanni dove scoppieranno i peggiori scontri e dove già sarebbe stato pronto un altro gruppo per dare l'assalto alle forze dell'ordine in assetto antisommossa. Da lì in poi è guerriglia per altre tre ore di follia, fra idranti, lacrimogeni e le fiamme che avvolgono una camionetta dei carabinieri.

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