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pubblicato il 18/set/2012 19:02

Inchiesta G8/ Rischio processo per Anemone e Balducci

Inquirenti firmano deposito atti per sequestri di Maggio

Inchiesta G8/ Rischio processo per Anemone e Balducci

Roma, 18 set. (askanews) - Gli affari della cricca, finiti sotto sequestro, potrebbero presto sfociare in un processo. Gli inquirenti della Procura di Roma hanno formalmente firmato l'atto di chiusura indagine per uno dei filoni d'inchiesta che chiamano in causa l'imprenditore Diego Anemone e l'ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci. Il procedimento è quello che portò nel maggio scorso al sequestro di beni e proprietà per 16 milioni di euro. Le contestazioni dei pubblici ministeri Ilaria Calò e Roberto Felici, d'intesa con l'aggiunto Alberto Caperna, si concentrano su una serie di evasioni fiscali. Per l'autorità giudiziaria l'imprenditore avrebbe anche finanziato alcuni film interpretati da Lorenzo Balducci al fine di riuscire ad avere appalti per il G8 della Maddalena, per i mondiali di nuoto del 2009 e per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. I destinatari del decreto emesso dal gip Antonella Minunni ed eseguito dai militari della Guardia di finanza, nucleo di polizia tributaria, coinvolgeva oltre a Balducci senior e Anemone, anche l'ex dirigente del ministero dei beni culturali, Gaetano Blandini. Con quel provvedimento il giudice aveva di fatto bloccato complessivamente 11 conti correnti, quote societarie, auto di lusso, 26 tra case e terreni a Roma, Siena e Belluno. Lo scambio di favori, secondo il gip era chiarissimo: in dieci anni Anemone ha ottenuto grazie a Balducci appalti pubblici e in cambio ha elargito "ripetuti finanziamenti" - oltre 6 milioni alla società Edelweiss Production, 1,2 milioni alla Blu International Gf, 300mila euro alla A-Movies Production, tutte riconducibili al gruppo Anemone - per produrre alcuni film con il figlio di Balducci, Lorenzo: 'Il Sole Nero'; 'Io, Don Giovanni'; 'Ma l'amore sì'; 'Concorso di colpa'; 'Gas'; 'Così vanno le cose', 'Ce n'è per tutti'. Ai diversi episodi di evasione fiscale, sempre secondo i pm, vanno aggiunti alcuni fatti specifici di corruzione. Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio questo filone d'inchiesta andrà ad aggiungersi a quello per cui nel giugno scorso erano già stati definiti gli accertamenti con il formale deposito degli atti e che atteneva il sequestro di 32 milioni di euro.

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