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pubblicato il 15/lug/2013 14:26

Incendi: Legambiente, dl 'svuota carceri' depotenzia lotta a piromani

Incendi: Legambiente, dl 'svuota carceri' depotenzia lotta a piromani

(ASCA) - Roma, 15 lug - ''Proprio nel periodo estivo, il piu' difficile sul fronte dell'emergenza incendi boschivi, si propone di derubricare il reato di incendio boschivo cancellando, di fatto, il ruolo deterrente della pena carceraria. Non si puo' tutelare il paesaggio, l'ambiente e il patrimonio boschivo e forestale, facendo sconti a chi ha l'obiettivo di distruggerlo, accentuando inoltre il gravissimo fenomeno del dissesto idrogeologico del gia' fragile territorio italiano''. Con queste parole, contenute in una nota, Legambiente lancia un forte appello alla commissione giustizia del Senato, dove in questi giorni e' in corso la discussione per la conversione del decreto legge cosiddetto ''svuota carceri'' che, tra l'altro, prevede la concessione delle misura alternative per i criminali incendiari, condannati alla pena definitiva. ''E' un grave errore di valutazione non avere inserito il 423 bis, che punisce con la reclusione chi si rende responsabile degli incendi boschivi tra i delitti di particolare allarme sociale, per i quali non possono scattare gli sconti di pena previsti dal decreto'', dichiara il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza.

''Non si tiene conto, in questo modo dei gravissimi danni causati da queste attivita' criminali, dietro i quali si muovono forti interessi speculativi e mafiosi, ma soprattutto si finisce per azzerare l'efficacia preventiva di sanzioni adeguate. Ogni anno vanno in fumo in Italia decine di migliaia di ettari di bosco, causando vittime, danni al paesaggio e alle risorse naturali, alle economie locali delle aree interne. Basti pensare che negli ultimi trent'anni e' andato distrutto il 12% del patrimonio forestale nazionale, tra i piu' importanti d'Europa per ampiezza e varieta' di specie''. ''Per fermare questa emergenza criminale - ha aggiunto Cogliati Dezza - devono essere messi in campo tutti gli strumenti possibili: dalla vigilanza delle aree boschive a un sistema di interventi tempestivi per lo spegnimento dei roghi; dalle attivita' investigative e di contrasto del fenomeno, anche queste da potenziare, fino alla realizzazione e l'aggiornamento da parte di tutti i comuni del catasto delle aree percorse dal fuoco, uno strumento indispensabile per disincentivare le molte speculazioni sulle aree bruciate.

In questo contesto sarebbe davvero incomprensibile depotenziare l'efficacia della pena prevista dal 423 bis.

Siamo convinti - ha concluso il presidente di Legambiente - che la commissione giustizia del Senato e lo stesso ministero correggeranno un grave errore di valutazione sull'effettiva pericolosita' di questi fenomeni criminali, che il Paese rischia di pagare molto caro''.

red/gc

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