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pubblicato il 12/giu/2013 18:00

Imu: Anci, revisione tassazione locale? Ripartiamo da autonomia

(ASCA) - Roma, 12 giu - In vista della riforma della tassazione locale, ''l'Anci ribadisce la richiesta di evitare alcun onere a carico del comparto dei Comuni, e di assicurare alcuni principi che dovrebbero indirizzare il processo di revisione: garantire autonomia e responsabilita' impositiva ai Comuni ed applicare i principi di progressivita' e di equita' fiscale, con l'obiettivo generale di assegnare tutta l'imposizione fiscale sugli immobili ai Comuni''. Lo hanno detto il Presidente f. f. dell'Anci, Alessandro Cattaneo, e il coordinatore delle Anci regionali, Alessandro Cosimi, davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Nel presentare la proposta dell'Anci sul tema ai membri della Commissione, gli esponenti dell'Associazione hanno ricordato che ''tra il 2008 e il 2013 il comparto dei Comuni ha subito tagli per 6,3 miliardi, garantendo al contempo risparmi di 13 miliardi allo Stato centrale in 5 anni''. A questa situazione di disagio, ''che inevitabilmente si riverbera sulla qualita' e sulla quantita' dei servizi ai cittadini'', e' seguita ''una generale incertezza riguardo le entrate proprie dei Comuni, a partire dall'Imu e dalla Tares, per finire con code di gettito non ancora riconosciute. Tutto cio' non consente ad oggi di chiudere i bilanci preventivi dell'85% dei municipi italiani''.

E, se ''l'intervento sull'abitazione principale sembra costituire la questione centrale del riassetto prospettato dal Dl 54 - sottolineano gli esponenti dell'Anci - non va sottovalutato che l'intervento che si prospetta avviene in corso d'anno, su un tributo che e' stato gia' oggetto di manovra da parte dei Comuni e inciderebbe in modo molto differenziato a seconda delle specifiche situazioni locali''.

La risposta, sostiene l'Anci, risiede ''nel tornare al principio di autonomia e responsabilita' previsto dal federalismo fiscale, con la previsione che vada ai Comuni, per intero, la tassazione e il gettito sul cespite immobiliare''. Da qui la necessita', spiegano gli esponenti dell'Anci, di ''individuare le modalita' migliori di coinvolgimento nel finanziamento del bilancio comunale dei principali fautori dei servizi comunali di carattere generale: i residenti e coloro che svolgono attivita' economiche e non di diversa natura nel territorio comunale''.

Gli obiettivi, concludono, dovrebbero essere quattro: ''Una migliore definizione delle rendite catastali, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei Comuni; il potenziamento delle facolta' di adottare agevolazioni fiscali legate al reddito; la fissazione di un'aliquota di equilibrio per assicurare flessibilita' alla manovre comunali; l'introduzione a livello nazionale del sistema Isee per l'accesso ai servizi comunali''. cs-gc/

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