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pubblicato il 08/apr/2011 14:33

Immigrati/ Ue studia misure Italia e Francia su norme Schengen

"Ma oltre a quadro legale serve collaborazione fra Stati membri"

Immigrati/ Ue studia misure Italia e Francia su norme Schengen

Bruxelles, 8 apr. (askanews) - La Commissione europea sta esaminando le misure prese a Roma e a Parigi in relazione all'applicazione degli accordi di Schengen agli oltre 20.000 immigrati irregolari approdati in Italia dall'inizio dell'anno, ma avverte anche i due paesi che, per superare le tensioni attuali, è necessaria una collaborazione politica, prima bilaterale e poi europea, fra gli Stati membri, al di là dell'applicazione del quadro giuridico di Schengen. Lo hanno affermato, oggi a Bruxelles, i portavoce dell'Esecutivo comunitario Marcin Grabiec e Olivier Bailly, rispondendo ai cronisti che chiedevano quale sia, fra quella italiana e quella francese, l'intepretazione corretta delle norme di Schengen. "Noi speriamo che l'incontro di oggi a fra i ministri dell'Interno dei due paesi permetta di superare la controversia fra loro con un chiarimento delle disposizioni prese da ciascuno dei due, per consentire poi di avanzare verso una soluzione europea", ha detto Bailly. "Siamo - ha aggiunto - in un'area senza frontiere interne, quella della Convenzione di Schengen, e le disposizioni prese da uno Stato membro hanno implicazioni per gli altri paesi dell'area. E' perciò molto importante che i diversi Stati membri si coordinino fra loro". Al portavoce è stato chiesto se fosse corretta l'interpretazione francese, secondo cui per attraversare le frontiere i tunisini con permesso provvisorio di soggiorno italiano dovrebbero poter esibire anche un passaporto valido rilasciato dalle loro autorità nazionali, o se basti un documento d'identità delle autorità italiane. Bailly ha sottolineato allora che "Schengen fornisce il quadro giuridico, ma è importante che vi sia anche fra gli Stati membri un coordinamento politico" sull'interpretazione delle norme applicative della Convenzione. "Alla fine - ha detto - ci vorrà una soluzione europea, perché questa non è solo una questione bilaterale", e questa soluzione dovrebbe essere raggiunta possibilmente "al Consiglio Ue dei ministri degli Affari interni di lunedì prossimo", a Lussemburgo. (Segue)

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