martedì 17 gennaio | 14:58
pubblicato il 19/dic/2013 11:35

Immigrati: Ue, mai parlato di blocco fondi. Dialogo con Roma sui centri

Immigrati: Ue, mai parlato di blocco fondi. Dialogo con Roma sui centri

(ASCA) - Roma, 19 dic - All'indomani delle immagini shock riprese nel centro di prima accoglienza dei migranti a Lampedusa, la Commissione europea ''non ha mai parlato di blocco dei fondi'' nei confronti dell'Italia, bensi' e' in una fase di costante contatto con il governo di Roma per ''studiare come muoversi'' e trovare soluzioni, nel quadro di indagini in corso su ''una lista gia' attenzionata'' di centri di accoglienza ''soprattutto al Sud'' e ''al di la' di questo caso specifico''. Solo successivamente si arrivera' a valutare se applicare gli strumenti previsti dai Trattati, inclusa la procedura di infrazione.

E' quanto ha precisato all'Asca, Michele Cercone, portavoce del commissario Ue agli Affari interni, Cecile Malmstrom.

''Non abbiamo mai parlato di blocco dei fondi, questa e' stata un'interpretazione mediatica, alla luce del fatto che abbiamo sottolineato come il sostegno, non solo finanziario, che l'Ue fornisce all'Italia sull'emergenza immigrazione si debba tradurre nel miglioramento delle condizioni dei rifugiati e richiedenti asilo'', e' la premessa da cui parte Cercone.

In questo contesto, il portavoce dell Commissione precisa come ''sin dalla fine del 2012 siamo in costante contatto con le autorita' italiane per verificare dubbi e preoccupazioni che nutriamo in merito alla situazione di alcuni centri di accoglienza italiani, soprattutto al Sud: l'ultimo caso di Lampedusa si inserisce in una lista gia' attenzionata''.

Pertanto ''questa e' una fase di dialogo costante con le autorita' italiane e aspettiamo informazioni sulle preoccupazioni che abbiamo palesato. Da un lato - precisa il funzionario Ue - cerchiamo dialogo e collaborazione con Roma per individuare le soluzioni piu' adeguate a problemi strutturati''. Dall'altro ''e' evidente che il commissario Malmstrom e l'intera Commissione, in veste di guardiane dei Trattati, se necessario sono tenute ad usare tutti gli strumenti a disposizione per farli rispettare, inclusa la procedura di infrazione''.

A ''titolo di esempio'' Cercone riferisce il caso della Grecia, altro paese che, come Italia e Malta, e' sottoposto a una forte pressione migratoria e di richiedenti asilo, con conseguenti difficolta' nella gestione dei centri.

''Abbiamo lavorato con le autorita' greche relativamente a dei centri dove avevamo constatato condizioni disumane.

Abbiamo convinto Atene a chiuderli e lavorato, anche con i fondi strutturali, ad aprirne di nuovi o riabilitarne degli altri. Il nostro metodo - precisa il funzionario di Bruxelles - e' quello del dialogo e della cooperazione: se mancano e' chiaro che la Commissione ha poi il compito di usare tutti gli strumenti a sua disposizione affinche' i Trattati vengano rispettati'', conclude Cercone.

com-stt/gc

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