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pubblicato il 11/apr/2011 16:12

Immigrati/ Ue boccia linea italiana; continuano sbarchi

Protezione temporanea non può scattare, flussi troppo bassi

Immigrati/ Ue boccia linea italiana; continuano sbarchi

Roma, 11 apr. (askanews) - La linea italiana sugli immigrati non piace alla Ue, che al momento non vede le condizioni per condividere l'appello alla solidarietà del ministro dell'Interno Roberto Maroni, che oggi si è recato a Lussemburgo per chiedere ai partner europei, davanti al Consiglio Affari interni e di giustizia dell'Ue, di 'farsi carico' di una quota dei migranti sbarcati negli ultimi mesi a Lampedusa dal Nord Africa. La 'bocciatura' europea della linea italiana arriva già all'inizio della riunione: la commissaria Ue agli Affari interni, Cecilia Malmstrom, spiega che "non si può far scattare la procedura della direttiva 55/2001" sulla protezione temporanea degli sfollati da situazioni di conflitto o violazione massiccia dei diritti umani perchè "non c'è un flusso abbastanza rilevante di rifugiati (dalla Libia, ndr) per poterlo fare". Fermo sulle posizioni espresse sin dall'inizio dell'emergenza il ministro degli interni francese, Claude Guéant, che ha garantito che la Francia rimanderà in Italia tutti gli immigrati tunisini "non in regola", entrati nel paese in violazione delle regole dello spazio Schengen. Linea dura anche dalla Germania: secondo il ministro degli Interni tedesco "l'Italia deve prendere nelle sue mani il problema degli immigrati provenienti dal nordafrica: è un paese vasto, 23mila profughi non possono costituire un problema in rapporto alla popolazione totale dell'Italia". Il 'no' dell'Europa sembra quindi essere la risposta all'interrogativo che si era posto stamattina Maroni al suo arrivo in Lussemburgo: "Oggi - aveva detto - vedremo se esiste l'Europa unita e solidale o se è solo un'espressione geografica". Stamattina anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva auspicato "un impegno forte dell'Italia in Europa affinché il nostro Paese continui tenacemente a perseguire una visione comune ed elementi di politica comune anche sul tema dell'immigrazione. Tutto questo - aveva concluso - Napolitano - senza nemmeno prendere in considerazione posizioni di ritorsione o dispetto o addirittura ipotesi di separazione". Intanto, non si arresta l'ondata di sbarchi di immigrati a Lampedusa. Mentre diminuiscono i flussi provenienti dalla Tunisia, sull'isola delle Pelagie continuano ad approdare barconi carichi di profughi provenienti dal fronte libico. La notte scorsa sono state due le "carrette" del mare arrivate nel molo commerciale del porto con a bordo 180 persone che si sono aggiunte alle 500 arrivate ieri. La situazione critica dovrebbe migliorare oggi, grazie al trasferimento dei profughi subsahariani verso i centri d'accoglienza della Penisola; e l'avvio dei rimpatri da Lampedusa, con due ponti aerei giornalieri, per i tunisini arrivati dopo la firma del patto siglato la settimana scorsa da Maroni e dal governo tunisino.

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