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pubblicato il 10/mag/2013 19:04

Immigrati: Rapporto, in nostri atenei solo 1 studente straniero su 22

Immigrati: Rapporto, in nostri atenei solo 1 studente straniero su 22

(ASCA) - Roma, 10 mag - L'Italia non e' un paese per studenti stranieri. Con 1 cittadino straniero ogni 22 immatricolati all'universita' nel nostro Paese ''l'incidenza degli stranieri sulla popolazione accademica totale rimane ancora piuttosto limitata rispetto ad altri Paesi europei''.

Lo si legge nel rapporto di European migration network (Emn) - rete istituita dalla Commissione Ue e operativa dal 2003 - il quale evidenzia tra le principali ragioni della scarsa attrattivita' italiana di studenti oltreconfine ''le difficolta' connesse alla programmazione dei flussi e l'incertezza del rilascio dei permessi di soggiorno''.

Difficolta' burocratiche; complessita' del riconoscimento di titoli di studio riconosciuti all'estero; scarso numero di borse di studio; carenza di residenze universitarie (i posti letto disponibili sono pari al 2,8% della popolazione iscritta); limitata diffusione di corsi in inglese. Questi i principali freni individuati da Emn alla presenza di studenti stranieri in Italia.

Al rapporto Emn allega anche i risultati dell'indagine 'International student survey - Iss' condotta in collaborazione con il Cnr tra maggio 2012 e gennaio 2013 su un campione di 1200 studenti stranieri, di 98 nazionalita', iscritti a 61 diversi atenei distribuiti nel territorio nazionale. Ne emerge una certa difficolta' a mantenersi agli studi in Italia: circa un terzo degli studenti stranieri svolge un'attvita' lavorativa e, tra questi, nel 60% dei casi si tratta di lavori in nero con l'esposizione allo sfruttamento che ne consegue.

Non mancano, in ogni caso, segnali positivi: se il 24,5% degli studenti non comunitari intervistati ritiene che la scelta di studiare in Italia offra buone prospettive di carriera sia in patria che all'estero, una consistente maggioranza del campione (66,1%) considera buono il proprio livello di integrazione nel nostro paese, laddove il voto e' comunque sufficiente per il 23,9%.

In tale quadro l'Italia ''a differenza di altri Paesi, solo in misura contenuta trattiene gli studenti iternazionali, mentre la maggior parte rimpatria con beneficio per i Paesi d'origine e anche per i rapporti internazionali dell'Italia stessa'', decreta il rapporto.

com-stt/gc

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