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pubblicato il 20/dic/2013 18:28

Immigrati: per Famiglia Cristiana e' Lampedusa 'Italiano dell'anno' 2013

Immigrati: per Famiglia Cristiana e' Lampedusa 'Italiano dell'anno' 2013

(ASCA) - Milano, 20 dic - Dopo Laura Boldrini, il cardinale Dionigi Tettamanzi, il presidente Giorgio Napolitano e, lo scorso anno, la famiglia, per il 2013 e' Lampedusa ''l'italiano dell'anno'' di Famiglia Cristiana.

''Abbiamo scelto l'isola e i suoi abitanti come esempio di solidarieta' nei confronti degli immigrati in cerca di speranza e futuro, dopo essere fuggiti da guerre, persecuzioni, fame e miseria. Quelli che, comunque, ce l'hanno fatta ad arrivare, nonostante le 'carrette del mare', perche' altri, a migliaia, tra cui donne e bambini, la vita l'hanno persa tra le onde del Mediterraneo e dell'indifferenza delle nazioni europee'', scrive il direttore don Antonio Sciortino nel numero in edicola e in parrocchia per Natale, la prossima settimana. Il simbolico titolo di ''Italiano dell'anno'' era stato attribuito dalla direzione e dalla redazione di Famiglia Cristiana a Laura Boldrini, allora portavoce portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, nel 2009, a Dionigi Tettamanzi nel 2010, a Giorgio Napolitano nel 2011, alla famiglia Crispo (Vincenzo e Anna Rita con Chiara e Matteo) di Massa Lubrense (Na) in rappresentanza della famiglia italiana che, di fronte alla gravissima crisi economica e di valori, ha saputo resistere e reagire. ''Una scelta, quella di Famiglia Cristiana'', continua don Sciortino, ''che premia gli abitanti di Lampedusa per la loro generosita', per la loro accoglienza, per essere usciti di casa a salvare vite umane, al di la' della loro provenienza, del colore della pelle e del credo religioso. Una generosita' fuori del comune che avrebbe meritato all'isola anche il Nobel per la pace. Un riconoscimento, inoltre, che intende scuotere le coscienze di chi e' insensibile all'immigrazione e ai morti annegati in mare, ma anche denunciare il trattamento disumano e incivile riservato agli immigrati nel Campo di accoglienza di Lampedusa, come e' avvenuto nei giorni scorsi''. ''La nostra scelta di Lampedusa come ''italiano dell'anno'' coincide con il numero di Natale'', scrive ancora il direttore di Famiglia Cristiana. E conclude: ''Coincidenza non casuale, perche' c'e' un legame profondo tra la festa cristiana e i profughi.

''Il migrante'', leggiamo in un messaggio di Benedetto XVI, ''e' una persona umana con diritti fondamentali inalienabili, da rispettare sempre e da tutti. Gesu' stesso, da bambino, ha vissuto l'esperienza del migrante perche', come narra il Vangelo, per sfuggire alle minacce di Erode dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria''. Con le nostre leggi di respingimento, anche la Santa Famiglia avrebbe avuto vita difficile a venire in Italia. Ancora oggi, in qualche presepe non vengono messi i re Magi, sostituiti dalla scritta: ''Respinti alla frontiera''. Vorremmo che non capitasse piu'''.

com-mpd/

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