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pubblicato il 21/ott/2013 17:46

Immigrati: oggi ad Agrigento i funerali tra proteste e assenze

Immigrati: oggi ad Agrigento i funerali tra proteste e assenze

(ASCA) - Agrigento, 21 ott - Dovevano essere dei funerali di Stato quelli di oggi ad Agrigento, e invece sono 'solo' una commemorazione dei 366 migranti naufragati al largo di Lampedusa lo scorso 3 ottobre. Assenti, per protesta, sia il sindaco dell'isola Giusi Nicolini, oggi a Roma per incontrare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e il primo cittadino di Agrigento, Marco Zambuto, che ha definito la giornata una ''passerella per politici''. E di passerella, anzi, di ''beffarda passerella'' ha parlato anche don Mose' Zerai, il sacerdote eritreo che da anni rappresenta un punto di riferimento per i profughi in arrivo in Italia.

Ma proteste ci sono state anche nel Cie di Lampedusa da parte dei 150 eritrei che sono sopravvissuti al naufragio e ai quali non e' stato possibile partecipare alla cerimonia.

Molti altri connazionali invece sono arrivati da tutta Europa per portare dei fiori sulle bare.

Per le istituzioni italiane hanno preso parte alla commemorazione i ministri Angelino Alfano (interni), Mario Mauro (Difesa) e Cecile Kyenge (Integrazione), che ha preferito non parlare con i cronisti. Mauro invece ha detto che ''L'Italia e' commossa, siamo qui per ricordare le tante vittime che hanno sperato di trovare un futuro migliore e sono morte''. Sulla decisione di svolgere le esequie a Agrigento piuttosto che a Lampedusa, il ministro della Difesa ha risposto ai giornalisti che la ''domanda va fatta a chi ha la responsabilita' diretta di questa cerimonia. La dimensione della commozione ci accomuna comunque al di la' della logistica''.

Sulla polemica relativa alla mancata celebrazione dei funerali di Stato, e' intervenuto anche Alfano: ''il governo ha assicurato un'assistenza ai superstiti e una degna sepoltura ai morti''. In mattinata, il ministro, a margine di un incontro sulla sicurezza nella prefettura di Caltanissetta, aveva nuovamente detto che ''noi rispettiamo le leggi nazionali e internazionali sull'immigrazione, ma anche i migranti devono rispettare quelle dello Stato che li ospita''. Leggi che, ad oggi, sembrano non essere particolarmente condivise neanche dalle istituzioni stesse.

red/mpd

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