venerdì 09 dicembre | 14:59
pubblicato il 08/mag/2011 14:13

Immigrati/ Naufragio a Lampedusa di profughi da Libia,tutti salvi

Maroni: non si possono rimpatriare. Gabrielli: stop a egoismi

Immigrati/ Naufragio a Lampedusa di profughi da Libia,tutti salvi

Roma, 8 mag. (askanews) - Un barcone proveniente dalla Libia con a bordo circa 500 migranti subsahariani si è schiantato verso le 4 del mattino davanti al porto di Lampedusa, ma tutti sono stati tratti in salvo e, fortunatamente, non si è ripetuta la tragedia avvenuta ieri a poche centinaia di metri dalla costa di Tripoli, dove 600 persone hanno perso la vita in mare. Il naufragio di oggi è avvenuto poco dopo l'arrivo di un'altra imbarcazione, verso le 2 di notte, con oltre 800 persone a bordo. Non si fermano, infatti gli arrivi di profughi dalla Libia a Lampedusa: ieri erano 1.034 le persone identificate presenti sull'isola, tra cui 91 minori non accompagnati e 14 con familiari. Durante la giornata ci sono stati due sbarchi: nel primo sono arrivate 178 persone di cui 19 donne e 1 bambino accompagnato, mentre nella notte, sono arrivati circa 655 profughi di cui 82 donne e 16 bambini accompagnati, per un totale di 833 persone di cui 101 donne e 17 bambini. Ad essi si aggiungono i 798 arrivati nella notte, di cui 138 donne e 16 bambini, e infine i circa 500 tratti in salvo a seguito del naufragio sugli scogli. Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha precisato che per quanto riguarda tutti gli arrivi degli ultimi giorni si tratta di "profughi non rimpatriabili, partiti dalla Libia a causa della guerra". Secondo il ministro, "il flusso di clandestini - ha aggiunto Maroni - si è invece praticamente fermato, grazie all'accordo da me firmato il 5 aprile con Tunisi". E se da un lato il capo del dipartimento della protezione civile, Franco Gabrielli, ha voluto fare un plauso e ringraziare chi stanotte si è lanciato in mare per salvare i migranti, auspicando che "ogni forma di chiusura ed egoismo possa essere immediatamente abbandonata, nel segno di una proficua e necessaria collaborazione tra tutte le forze in campo", dall'altro l'associazione Save the children, che dal marzo del 2008 effettua assistenza umanitaria a Lampedusa, chiede che si faccia di tutto per evitare "che si consumino altri drammi del mare" e avanza una ipotesi: operare un immediato trasferimento in Europa ed in Italia dei profughi che già nei campi di accoglienza sono riconosciuti meritevoli di protezione internazionale, sotto l'egida dell'Alto commissariato dei rifugiati, secondo un piano di resettlement concordato con le comunità locali, dando priorità ai minori soli, alle donne con bambini e agli altri soggetti vulnerabili" .

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