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pubblicato il 02/lug/2013 11:30

Immigrati: Ismu, Bossi-Fini inadeguata, no a reato clandestinita'

(ASCA) - Milano, 2 lug - Reintrodurre il permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, su garanzia del migrante o di uno sponsor. E' questa la proposta contenuta del documento messo a punto dagli esperti della Fondazione Ismu insieme agli studiosi dell'Associazione Neodemos e del Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull'Immigrazione.

Il presupposto e' che una riforma delle politiche migratorie e' una priorita' per il Paese. Perche' l'attuale normativa - la legge Bossi Fini che prevede una 'richiesta' espressa dai datori di lavoro per ottenere il permesso di soggiorno - non puo' essere l'unico criterio per determinare l'ammontare dei flussi.

L'Ismu parla di ''assoluta inadeguatezza'' del meccanismo di chiamata nominativa dei lavoratori residenti all'estero come modalita' pressoche' esclusiva di reclutamento. E ritiene ''auspicabile'' il trasferimento ai comuni di alcune funzioni e competenze in materia di rilascio dei permessi di soggiorno.

Oltre al superamento della Bossi-Fini, il documento si sofferma sulla necessita' di limitare e gestire al meglio le presenze irregolari e le espulsioni. Bollando come ''inefficace'' l'introduzione della clandestinita' come fattispecie di reato e bocciando pure le modalita' di trattenimeto dei clandestini all'interno dei Cie. La Fondazione Ismu sollecita anche una riforma delle politiche di ammissioni dopo il sostanziale fallimento della 'programmazione triennale' dei flussi, prevista dalla Turco-Napolitano e conservata dalla Bossi-Fini. L'idea e' quella di creare un'Agenzia indipendente, con i componenti designati dalla Presidenza del Consiglio, approvati dalle Commissioni Parlamentari a maggioranza qualificata e nominati dal Presidente della Repubblica. L'Agenzia avrebbe il compito di proporre al Parlamento e al Governo le linee per la programmazione dei flussi, per la loro articolazione a seconda delle finalita' dell'ingresso, e della loro composizione. All'Agenzia potrebbero anche affidarsi compiti di consulenza tecnico-giuridica al fine di predisporre gli strumenti per il governo del fenomeno, nonche' compiti di monitoraggio e valutazione degli effetti delle azioni e delle politiche attuate.

Infine un capitolo dedicato alle politiche di contrasto all'irregolarita'. Su questo terreno, l'Italia dovrebbe esercitare una forte pressione per il rafforzamento di Frontex, che va dotato di sufficienti mezzi propri di intervento rapido nel contrasto dei flussi irregolari.

Infine, e' urgente che l'Unione eserciti il proprio peso politico ed economico nella stipulazione di accordi con i paesi mediterranei e africani per la gestione dei flussi regolari e la riammissione dei migranti irregolari espulsi.

fcz/sam/

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