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pubblicato il 13/nov/2013 10:31

Immigrati: in Italia sono 4,3 mln. 7,4% intera popolazione

Immigrati: in Italia sono 4,3 mln. 7,4% intera popolazione

(ASCA) - Roma, 13 nov - L'Italia si rivela importante area di sbocco per i flussi migratori internazionali soprattutto negli anni Duemila e nonostante la crisi economica: da poco piu' di 3 milioni di residenti stranieri nel 2007 si e' passati a 4.387.721 nel 2012, pari al 7,4% della popolazione complessiva. Questo quanto emerge nella nuova edizione del Dossier statistico immigrazione 'Dalle discriminazioni ai diritti', per la prima volta curata dal centro studi e ricerche Idos/immigrazione dossier statistico in collaborazione con l'Unar (ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali), presentato oggi dal ministro per l'integrazione Cecile Kyenge e dal viceministro al lavoro con delega alle pari opportunita' Maria Cecilia Guerra.

Nello stesso periodo, i soggiornanti non comunitari sono passati da 2,06 milioni a 3.764.236 e la presenza straniera regolare complessiva e' passata da 3.987.000 persone a 5.186.000.

Particolarmente contenuto e' stato l'aumento nel 2012: +8,2% tra i residenti e +3,5% tra i soggiornanti non comunitari, come pure nella stima della presenza regolare complessiva elaborata dal dossier. Tra le provenienze continentali, prevale l'Europa con una quota del 50,3% (di cui il 27,4% da ricondurre ai comunitari), seguita dall'Africa (22,2%), dall'Asia (19,4%), dall'America (8,0%) e dall'Oceania (0,1%). Queste le grandi collettivita' non comunitarie: Marocco (513mila soggiornanti), Albania (498mila), Cina (305mila), Ucraina (225mila), Filippine (158mila), India (150mila) e Moldova (149mila). Tra i comunitari, invece, la prima collettivita' e' quella romena (circa 1 milione).

Tra le aree di residenza continuano a prevalere le regioni del Nord (61,8%) e del Centro (24,2%), mentre le province di Milano e Roma, da sole, detengono un sesto dei residenti (16,9%).

All'origine del calo dei flussi in entrata c'e' la crisi economica. Le quote d'ingresso per lavoratori non comunitari nel 2012, al netto degli stagionali, sono state molto ridotte: dall'estero sono state 2.000 per lavoratori autonomi, 100 per lavoratori di discendenza italiana, mentre 11.750 sono state le autorizzazioni alla conversione di titoli di soggiorno rilasciati per motivi diversi dal lavoro.

Di conseguenza sono diminuiti gli ingressi per lavoro e i visti rilasciati per motivi di lavoro subordinato sono scesi da 90.483 nel 2011 a 52.328 nel 2012.

Alla fine del 2012, inoltre, si e' svolta una regolarizzazione in favore dei lavoratori non comunitari, per la quale i datori di lavoro hanno presentato 135mila domande, meno della meta' rispetto al 2009 (295mila).

Rilevante, nel 2012, e' stato il numero dei bambini stranieri nati direttamente in Italia (79.894, il 14,9% di tutte le nascite), cui si affiancano i 26.714 figli di coppie miste (il 5% del totale).

Nell'insieme, tra nati in Italia e ricongiunti, i minori non comunitari sono 908.539 (il 24,1% dei soggiornanti) e si puo' stimare che almeno 250mila siano i comunitari.

I matrimoni misti, frontiera della nuova societa', nel 2011 sono stati 18.005, l'8,8% di tutte le unioni celebrate nell'anno, quelli con entrambi gli sposi stranieri 8.612 (4,2%).

Per i ricongiungimenti familiari sono stati rilasciati 81.322 visti nel 2012 (quasi pari agli 83.493 del 2011) e i motivi familiari incidono ormai per il 40,9% sui non comunitari titolari di un permesso a scadenza e per il 44,3% sui nuovi permessi rilasciati nel 2012.

Inoltre, continuano a crescere, tra i non comunitari, i soggiornanti di lungo periodo, autorizzati a una permanenza a tempo indeterminato: oltre due milioni di persone, pari al 54,3% del totale (8% in piu' rispetto al 2010), una quota che raggiunge o sfiora i due terzi per diverse collettivita' (Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Albania, Tunisia, Marocco e Senegal) e non arriva al 40% per altre.

Dal dossier emerge infine che risultano in crescita anche i flussi di ritorno, per necessita' piu' che per scelta, come effetto della crisi e delle ridotte capacita' occupazionali del paese.

Complessivamente, nel 2012 i permessi di soggiorno scaduti senza essere rinnovati sono stati 180mila, di cui ben oltre la meta' per lavoro e per famiglia: un numero consistente, ma diminuito rispetto al 2011.

red/gc

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