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pubblicato il 29/mar/2011 17:46

Immigrati/ Domani in cdm svuotamento Lampedusa e respingimenti

Tredici siti indicati diversi giorni fa dal ministero Difesa

Immigrati/ Domani in cdm svuotamento Lampedusa e respingimenti

Roma, 29 mar. (askanews) - Primo, svuotare Lampedusa con un piano di trasferimento di tutti gli immigrati presenti sull'isola, ormai al collasso, nei tredici siti, tra cui alcune tendopoli, individuate dal ministero della Difesa e messi a disposizione del ministero dell'Interno. Secondo: 'respingimenti forzosi' degli immigrati tunisini arrivati in Italia, che sono la stragrande maggioranza, nel loro paese di provenienza. I tunisini non hanno i requisiti per il riconoscimento dello status di rifugiati e l'idea di trasferimenti anche in assenza di un nuovo accordo bilaterale con Tunisi è presa in seria considerazione dal Viminale. Come? E' tutto ancora da definire. Del piano di evacuazione ma anche della fattibilità soprattutto 'politica' dei trasferimenti di massa si discuterà - a quanto ha appreso TMNews da fonti qualificate di governo - domani nel consiglio dei ministri convocato a palazzo Chigi. Il problema, ancora prima che tecnico (questione comunque non di poco conto) - viene sottolineato - è innanzitutto politico. Da un lato, i trasferimenti sarebbero una 'prova di forza' una 'extrema ratio' non solo con Tunisi ma anche con l'Unione europea che molti nella compagine di governo ritengono 'colpevole' di aver lasciata 'sola' l'Italia di fronte all'ondata di sbarchi di cittadini provenienti dal Nord Africa (oltre 20 mila dall'inizio dell'anno). Dall'altro, costituirebbe un segnale che poggia su considerazioni tutte di politica intera. C'è l'opinione, ad esempio, di settori della maggioranza secondo cui "non è possibile andare alle prossime elezioni amministrative in piena emergenza sbarchi". Anche la Lega gioca, ovviamente, la sua partita. Una partita in qualche modo in proprio che ha un occhio alle urne e che vede il partito di Bossi e Maroni accogliere con disappunto e preoccupazioni anche le iniziative militari targate Onu contro la Libia dell'ex amico Gheddafi. L'incognita ben presente alla Lega è l'impatto in termini di flussi di immigrati. C'è poi un altro aspetto tutto interno. Tra le regioni in cui sono stati individuati i tredici siti manca il Veneto del governatore leghista Luca Zaia. Il Governatore leghista non ha mai fatto mistero di non volere clandestini e tanto meno centri per l'accoglienza sul territorio veneto. Si comprende, anche da questo, la rabbia montante del governatore della Sicilia Raffele Lombardo che mentre chiede al governo di fare centri anche in 'Valpadana' si vede realizzare nuove aree e tendopoli in Sicilia. Sul piano tecnico, l'evacuazione degli immigrati da Lampedusa dovrebbe avvenire con l'utilizzo di sei navi, cinque civili e la San Marco della Marina militare, in grado di imbarcare diecimila tra immigrati clandestini e rifugiati (soprattutto eritrei, somali provenienti dalla Libia). Gli immigrati dovrebbero poi essere smistati nelle aree individuate: le tendopoli di Manduria, e in Sicilia quelle di Trapani e Caltanissetta. Sempre in Sicilia, potrebbero venire utilizzate anche aree a Marsala e Torretta (Palermo). Altri due siti sono in Puglia, a Carapelle (Foggia) e san Pancrazio salentino (Brindisi); in Toscana, a Boceda (Massa Carrara); in Emilia, a Moghidoro (Bologna); due in Piemonte, a Cirè e Fornt (Torino); due aree in Friuli a Clauzetto (Pordenone) e Sgonico (Trieste); una in Lombardia, a Castano Primo (Milano). Una tendopoli è in via di allestimento anche a Coltano (Pisa).

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