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pubblicato il 18/lug/2013 10:30

Immigrati: Cnel, con la crisi ''generale peggioramento'' integrazione

Immigrati: Cnel, con la crisi ''generale peggioramento'' integrazione

(ASCA) - Roma, 18 lug - E' il Piemonte la regione italiana a piu' alto potenziale di integrazione degli immigrati. Al livello provinciale lo stesso primato e' detenuto da Macerata, nell'ambito di un ''generale e diffuso peggioramento'' del quadro nazionale, dovuto in larga parte agli effetti della crisi economica. Lo attesta il 'IX Rapporto sugli indici di integrazione degli immigrati in Italia' realizzato dal Cnel - in collaborazione con l'Organismo nazionale di Coordinamento per le politiche di integrazione sociale (Onc) e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - e illustrato oggi a Roma alla presenza del presidente del Cnel, Antonio Marzano, e del presidente delegato Onc-Cnel, Giorgio Alessandrini, nonche' del ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, e del vice ministro del Lavoro, Maria Cecilia Guerra. La ricerca compara con quelli del 2009 i dati del 2011 relativi al livello di inserimento sociale e occupazionale degli immigrati su base nazionale e locale. Fatto 100 il potenziale massimo di integrazione dei territori italiani, la regione Piemonte e' in testa alla classifica con un punteggio di 62,8 inferiore di ben 8 punti a quello (70,6) che nel 2009 consentiva al Friuli Venezia Giulia di guidare la stessa graduatoria. Il Rapporto - illlustrato da Luca Di Sciullo, del Centro Studi e Ricerche Idos - ne deduce ''alle soglie del 2012, un generale indebolimento delle condizioni socio occupazionali che rendono strutturalmente possibili l'avvio e la riuscita dei processi di integrazione in Italia''. Significativamente - evidenzia la ricerca - nessuna regione italiana detiene un potenziale di integrazione tale che la proietti in fascia massima (valori dell'indice da 80,1 a 100,0). Attualmente il Friuli V.G. si colloca al 4* posto, con un indice (60,8) sceso di circa 10 punti rispetto al 2009, ed e' preceduto - oltre che dal Piemonte - anche dall'Emilia Romagna (2a regione italiana a piu' elevato potenziale di integrazione, con un indice - 61,7 - calato di appena 1,4 punti rispetto al 2009) e dalla Liguria (3a con 60,9). L'Abruzzo e le Marche, rispettivamente al 5* e 6* posto con indici pressoche' analoghi (60,2 e 60,1), completano il gruppo delle regioni di fascia alta nella graduatoria (quelle con valori dell'indice compresi tra 60,1 e 80,0 su scala 1-100). Sono, invece, due le sole regioni in fascia bassa: la Puglia con 39,8 punti e la Calabria, con 36,8. Una situazione analoga si rileva tra le province: Macerata, Mantova e Imperia guidano - nell'ordine - la relativa graduatoria, sostituendo rispettivamente Trieste, Prato e Reggio Emilia, che avevano i potenziali di integrazione piu' alti d'Italia nel 2009. Ma se Trieste primeggiava, allora, con un valore di 71,9 (mentre Prato e Reggio Emilia le tenevano dietro rispettivamente con 69,0 e 68,4), all'inizio del 2012 Macerata segna il primato con un indice di 66,4,inferiore di 5,5 punti centesimali rispetto a quello di punta del 2009). In coda alla classifica troviamo Potenza (42,3), Crotone (42), Ragusa (41,7) e Foggia (40,6). com-stt/sam/

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