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pubblicato il 13/nov/2013 16:51

Immigrati: Cia, +7mila unita' in un anno. Irrinunciabili per agricoltura

Immigrati: Cia, +7mila unita' in un anno. Irrinunciabili per agricoltura

(ASCA) - Roma, 13 nov - L'agricoltura non solo difende, ma crea nuovi posti di lavoro, anche per gli immigrati: nell'ultimo anno, a dispetto della crisi economica, il numero degli occupati stranieri nel settore primario e' cresciuto di 7 mila unita', raggiungendo quota 320 mila, di cui oltre 128 mila extracomunitari. D'altra parte, si tratta di una fetta rilevante del comparto: oggi i lavoratori stranieri rappresentano oltre il 20 per cento del totale della manodopera aziendale. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, oggi alla presentazione del Dossier statistico immigrazione 2013.

Piu' in dettaglio - ricorda la Cia -. poco piu' della meta' dei lavoratori stranieri (53,8%) e' impiegato nella raccolta della frutta e nella vendemmia; un terzo (il 29,9%) nella preparazione e raccolta di pomodoro, ortaggi e tabacco; il 10,6% nelle attivita' di allevamento; il 3,2% nel florovivaismo e il restante 3,5% in altre attivita' come l'agriturismo o la vendita dei prodotti.

''I dati in aumento sull'occupazione immigrata in agricoltura confermano, ancora una volta, il fatto che si tratta di una componente strutturale e irrinunciabile della manodopera del settore - spiega la Confederazione - e che l'agricoltura, anche in tempi di crisi, e' una risorsa preziosa per l'economia del nostro paese. Cio' significa che ora occorre proseguire con sempre piu' convinzione sulla strada della semplificazione e con azioni mirate a favorire l'ingresso e l'integrazione degli stranieri, che anche in termini demografici sono vitali per la societa' italiana.

Insomma, semplificazione per l'inserimento lavorativo e integrazione sono la strada giusta''.

''Siamo alla vigilia del nuovo anno - conclude la Cia - e degli incontri istituzionali che si svolgeranno tra associazioni e ministeri competenti per la discussione sui flussi 2014. E' senz'altro positivo che gli incontri a livello nazionale siano stati preceduti da diffuse consultazioni territoriali poiche' cio' rappresenta dal parte del ministero del Lavoro un segnale di forte attenzione alle esigenze reali delle imprese e del territorio. Ferma restando l'ovvia necessita' di considerare la crisi occupazionale in atto come il contesto obbligatorio da cui partire, e', comunque, opportuno, comprendere che il fabbisogno di manodopera straniera resta ancora forte da parte delle imprese agricole. Occorrera', quindi, molto buon senso per trovare soluzioni equilibrate che non mettano a rischio la gia' difficile situazione vissuta dal nostro settore''.

red/rus

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