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pubblicato il 23/dic/2013 16:24

Immigrati: Cgil, piena solidarieta' a Chaouki e ospiti Ponte Galeria

Immigrati: Cgil, piena solidarieta' a Chaouki e ospiti Ponte Galeria

(ASCA) - Roma, 23 dic - Solidarieta' della Cgil agli immigrati trattenuti nel centro di prima accoglienza di Lampedusa e in quello di identificazione e esplusine di Ponte Galeria, a Roma, che hanno avviato forme di protesta al fine di essere trasferiti.

In una nota il sindacato esprime, infatti, ''piena solidarieta''' al deputato del Pd, Khalid Chaouki, che si e' rinchiuso nel Centro di accoglienza di Lampedusa, per denunciare la situazione di totale illegalita' e incivilta' di questo centro dove ci sono 220 persone, sotto la pioggia e in condizioni disumane da piu' mesi, contro la previsione della legge che stabilisce un tempo massimo di 96 ore di permanenza in questi centri di primo soccorso. La Cgil condivide l'affermazione di Chaouki che dichiara: ''Oggi abbiamo il dovere di passare dalle parole ai fatti e rialzare la testa chiedendo che l'Italia ritorni ad essere quello che e' sempre stata: un Paese accogliente e rispettoso dei diritti umani e dei profughi. Sono qui per i profughi, ma soprattutto per l'Italia. Un Paese di cui vorrei essere fiero nel Mediterraneo, in Europa e nel mondo. Facciamo appello al Governo perche' trasferisca subito, prima di Natale i profughi che stanno da mesi a Lampedusa in quelle condizioni che abbiamo visto''.

L'organizzazione sindacale esprime altrettanta solidarieta' ai 15 immigrati del Cie di Ponte Galleria, a Roma, che si sono cuciti le labbra per evidenziare le disumane condizioni in cui si trovano a vivere. La Cgil da sempre ha denunciato fortemente illegalita' e incivilta' proponendo alternative e soluzioni a questi centri, anche recentemente attraverso due iniziative nazionali: ''dall'emergenza ad un sistema d'accoglienza in Italia ed Europa'' nel mese di ottobre, e ''fuori i migranti dai Cie - fuori Cie dall'ordinamento'' nel mese di dicembre.

C'e' Lampedusa c'e' Ponte Galeria, ma poi c'e' Mineo, c'e' Bari (visitata da Susanna Camusso il 18 dicembre scorso), ci sono i ghetti nel foggiano, c'e' la tendopoli di S.Ferdinando e Rosarno, dove vivono senza luce, senza acqua e senza riscaldamento.

Oltre le responsabilita' specifiche per ogni situazione di degrado e di violazione dei diritti delle persone c'e' la responsabilita' ancora piu' grande del governo e del parlamento per una condizione generale assolutamente intollerabile che va cambiata al piu' presto.

''Vanno chiusi i Cie, va fatto un Piano nazionale Accoglienza, va abrogata la legge Bossi-Fini e va riformata la cittadinanza'', chiede la Cgil.

com-stt/gc

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