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pubblicato il 01/mar/2013 12:00

Immigrati/ Cancellieri: Non abbandoneremo profughi nord-africani

"Per ora restano in circa 8mila, chi vuole sarà rimpatriato"

Immigrati/ Cancellieri: Non abbandoneremo profughi nord-africani

Roma, 1 mar. (askanews) - "Il tempo degli arrivi massicci da Libia e Tunisia è passato e l'Italia deve poter uscire dall'emergenza. Ma stiamo lavorando affinché i migranti di quei Paesi ancora in Italia non restino da un giorno all'altro privi di sostegno". In un'intervista oggi sull'Avvenire, il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri parla del futuro dei circa 13mila migranti arrivati in Italia per la crisi nordafricana del 2011, per i quali domani scadono i 60 giorni per la chiusura del programma che ha consentito di ospitarli. Il ministro chiarisce che "potranno restare le 7.400 persone ancora in attesa di essere sentite dalle commissioni per il rilascio dello status di asilo. E lo stesso vale per i nuclei familiari e gli appartenenti alle categorie 'vulnerabili' previste dal sistema per la protezione e l'accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo, che resteranno per almeno altri sei mesi: minori, genitori single con prole, donne in gravidanza, anziani, disabili o vittime di soprusi e torture, mentre i tossicodipendenti verranno assegnati a strutture idonee. Secondo i dati giunti da 50 prefetture, sono già 520 persone: attendiamo i dati delle altre 53. Infine, resteranno quelli in attesa del permesso umanitario o del titolo di viaggio. Sono categorie ampie e dovrebbero includere buona parte dei migranti". "I dati delle prime 50 prefetture, aggiornati a ieri, dicono che su 8.178 presenti, 5.736 hanno chiesto di uscire. Un altro 24% - continua il ministro - non ha ancora manifestato la propria volontà. Per chi lo vorrà, sarà a disposizione il rimpatrio volontario assistito. Quanti decideranno di raggiungere altre nazioni europee, dove magari hanno parenti, dovranno essere consapevoli del fatto che le norme Schengen, scaduti i 90 giorni previsti dal regolamento di Dublino, prevedono la loro riconsegna nel Paese d'ingresso in Ue, in questo caso l'Italia". (segue)

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