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pubblicato il 02/gen/2014 13:58

Immigrati: agenti Cara di Bari 'adottano' 2 ospiti, talenti della corsa

Immigrati: agenti Cara di Bari 'adottano' 2 ospiti, talenti della corsa

(ASCA) - Roma, 2 gen 2014 - In piena emergenza immigrazione e' una storia di solidarieta' e sport quella di due ospiti del Cara di Bari, Abdulle e Mussie, e dei due agenti di polizia che hanno saputo scovarne il talento per la corsa e deciso di incoraggiarlo a proprie spese. La racconta il settimanale Famiglia cristiana partendo dal Centro di accoglienza per i richiedenti asilo del capoluogo pugliese che ospita attualmente 1460 migranti, principalmente del Pakistan e dell'Afghanistan. Tra loro vi sono anche il 24enne eritreo, Hitsa Mussie, e il 21enne somalo, Abdulle Abdisha Kuur, che ha difeso ai mondiali di Atletica del 2011 i colori del suo paese, dal quale ha poi deciso di scappare, in un'estenuante fuga attraverso Sudan e Libia, fino all'arrivo presso il Cara di Bari, a febbraio 2013. E' qui che il sovrintendente di Polizia, Francesco Leone, e l'assistente capo, Francesco Martino, hanno inziato a notare i ragazzi allenarsi con mezzi di fortuna lungo il perimetro del centro. L'agente Leone, in particolare, e' un runner amatoriale e coglie subito il talento dei due che gli viene confermato una volta cronometrati in loro tempi. Da qui la decisione di Leone e del collega Martino si sobbarcarsi l'onere economico di sostenere i due corridori: acquistano loro abbigliamento sportivo, scarpe professionali da running, cronometri. Leone riesce anche a far entrare Abdulle e Mussie in una squadra di atletica amatoriale del Barese. Entrambi gli agenti hanno famiglia a carico e combattono come ogni italiano con la crisi economica. Ma non hanno per questo rinunciato ad un piccolo grande gesto di solidarieta' nei confronti dei due giovani: Mussie ha ottenuto un permesso da rifugiato ed e' partito alla volta della Svizzera, Abdulle, invece, e' in partenza per Perugia con in tasca un permesso di tre anni per ragioni umanitarie. ''Continueremo a correre al suo fianco'', assicurano i poliziotti Leone e Martino, ribattezzati nel frattempo dai due corridori africani ''big father'' e ''big brother''.

red-stt/res

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