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pubblicato il 10/apr/2013 17:21

Ilva: Legambiente, ora azienda non ha alibi su obblighi risanamento

Ilva: Legambiente, ora azienda non ha alibi su obblighi risanamento

(ASCA) - Roma, 10 apr - ''Adesso l'Ilva non ha piu' alibi per il suo comportamento dilatorio e omissivo delle prescrizioni Aia''. Lo afferma Legambiente in una nota dopo il pronunciamento della Consulta sulla costituzionalita' alla legge salva-Ilva, che secondo la corte rispetta la Costituzione e non incide sul procedimento penale.

''Ora che la consulta si e' pronunciata sulla costituzionalita' della legge salva Ilva - commenta il vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani - la si rispetti con rigore non solo nella parte che garantisce la produzione d'acciaio, mai bloccata in tutti questi mesi, ma anche in quella che chiede il risanamento degli impianti e la revisione dell'Aia per tenere conto del danno sanitario''.

Legambiente ricorda, inoltre, che ''il garante ha gia' certificato, sulla base delle ispezioni fatte dall'Ispra, che l'Ilva ha violato le prescrizioni dell'Aia. Vanno anche accelerate le bonifiche per rimuovere i tanti veleni sparsi sul territorio''.

L'associazione ambientalista afferma che ''non rinuncera' a far modificare la legge che estende a tutti gli stabilimenti industriali inquinanti che abbiano almeno 200 lavoratori la possibilita' di adottare una normativa d'emergenza dichiarandoli di interesse strategico nazionale, perche' di fatto va a stravolgere la normativa ambientale nel nostro paese''. Legambiente esprime gratitudine alla magistratura tarantina per la serieta' e il rigore con cui sta affrontando questa complessa vicenda, sicura che continuera' a perseguire tutti i reati contro l'ambiente e la salute.

''Se non si vuole che i cittadini tarantini perdano completamente la speranza nelle istituzioni - dichiara Lunetta Franco, presidente del circolo Legambiente Taranto - si dimostri seriamente che si vuole salvaguardare lavoro, salute e ambiente e non solo gli interessi dell'azienda. Si sappia che a Taranto i cittadini insieme alle tante organizzazioni della societa' civile che si sono mobilitate terranno alta l'attenzione e contrasteranno ogni tentativo di annacquare il risanamento'', conclude la nota. com-stt/gc

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