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pubblicato il 26/ott/2012 12:41

Ilva/ Governo: rilasciata l'Aia per lo stabilimento di Taranto

Recepisce prescrizioni Regione Puglia. Riva:verifica investimenti

Ilva/ Governo: rilasciata l'Aia per lo stabilimento di Taranto

Roma, 26 ott. (askanews) - Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha concluso la procedura per il rilascio della Autorizzazione integrata ambientale (Aia) allo stabilimento Ilva di Taranto. Lo rende noto un comunicato del governo. L'Aia aggiorna quella dell'agosto 2011, recependo le prescrizioni della Regione Puglia. Una nota spiega che "con l'acquisizione dei pareri dei ministri della Salute, del Lavoro e delle Politiche Sociali, degli Interni, dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il ministro dell'Ambiente ha concluso la procedura per il rilascio della Autorizzazione integrata ambientale allo stabilimento Ilva di Taranto". L'autorizzazione, sulla base di quanto richiesto il 5 marzo 2012 dal presidente della Regione Puglia, aggiorna la precedente Aia rilasciata il 4 agosto 2011 in merito alle prescrizioni relative alle aree a caldo, e alle aree di stoccaggio e movimentazione, dello stabilimento, con particolare riferimento alle emissioni di polveri e di benzo(a)pirene, sia convogliate che diffuse, nonché alle altre emissioni inquinanti quali diossine e furani. La nota del governo spiega che con successivi provvedimenti si procederà a disciplinare "entro il 31 gennaio 2013, le discariche interne, gestione dei materiali, sottoprodotti e rifiuti inclusi, gestione delle acque e delle acque di scarico; entro il 31 maggio 2013, le restanti aree ed attività dello stabilimento non considerate, nonché il sistema di gestione ambientale e la gestione energetica". L'Autorizzazione, prosegue la nota, si inserisce nel contesto delle iniziative previste dal Protocollo d'intesa per interventi urgenti di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, sottoscritto il 26 luglio dai Ministri dell'Ambiente, delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico, della coesione territoriale, dalla Regione Puglia, dalla Provincia e dal Comune di Taranto, dal commissario del porto di Taranto. L'Autorizzazione stabilisce l'applicazione anticipata al 2012 delle prescrizioni europee - che entreranno in vigore nel 2016 - per l'impiego delle migliori tecniche disponibili (BAT) per la produzione di ferro e acciaio pubblicate nella G.U. dell'Unione Europea l'8 marzo 2012 n. L70. L'Autorizzazione recepisce inoltre le prescrizioni della Regione Puglia in applicazione delle leggi regionali per la regolazione delle emissioni di diossine e furani, il contenimento dell'inquinamento da benzo(a)pirene, e la tutela della salute nelle aree pugliesi già dichiarate a elevato rischio ambientale. Le prescrizioni inoltre tengono conto delle raccomandazioni del Ministero della Salute sulla base dei dati epidemiologici aggiornati, nonché della proposta del medesimo Ministero per l'istituzione a Taranto di un "Osservatorio e sistema di monitoraggio sanitario". Le prescrizioni, esecutive a partire dalla pubblicazione dell'Autorizzazione sulla Gazzetta Ufficiale, stabiliscono un cronoprogramma con misure urgenti da adottare entro tre mesi e successivi interventi da completare entro il 2014. Il gruppo Riva che controlla lo stabilimento ha fatto sapere in una nota: "Abbiamo esaminato nel dettaglio le prescrizioni dell'Autorizzazione integrata ambientale. Ilva intende applicare quanto richiesto dal provvedimento. Stiamo lavorando ad un piano industriale con l'obiettivo di verificare la sostenibilità finanziaria degli investimenti alla luce dei nuovi limiti imposti dall'Aia". Il Gruppo "intende continuare a lavorare e non si sottrae alla responsabilità di fare impresa, sia per tutelare le decine di migliaia di posti di lavoro sia l'economia del Paese. Le prescrizioni a cui ci dobbiamo adeguare richiedono in breve tempo investimenti imponenti che ai nostri concorrenti europei sarà consentito fare tra molti anni". "Non va dimenticato - ha concluso il Gruppo Riva - che Ilva sino ad oggi ha investito 4,6 miliardi di Euro nello stabilimento di Taranto per l'ammodernamento tecnologico e l'ambientalizzazione. Presupposto imprescindibile per l'attuazione del piano è la piena disponibilità degli impianti, oggi sotto sequestro".

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