lunedì 20 febbraio | 08:32
pubblicato il 13/mag/2013 12:00

Ilva/ Da azienda nuova richiesta dissequestro acciaio

Presentata dal presidente Bruno Ferrante

Ilva/ Da azienda nuova richiesta dissequestro acciaio

Taranto, 13 mag. (askanews) - Il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante ha presentato una nuova istanza alla procura della Repubblica di Taranto chiedendo "senza indugio" il dissequestro dell'acciaio finito sotto sigilli il 26 novembre del 2012. Sotto chiave finirono un milione ed ottocento mila tonnellate di acciaio prodotto dallo stabilimento siderurgico dal valore stimato fra gli ottocento milioni ed il miliardo di euro. Il nove aprile scorso, con sentenza depositata nei giorni scorsi, la Corte Costituzionale ha respinto i ricorsi di gip e tribunale dell'appello cautelare di Taranto dichiarando legittima la legge 231 del 2012, meglio nota come "salva-Ilva", che dispone la prosecuzione dell'attività industriale anche in presenza di un sequestro e la commercializzazione dei prodotti, anche se realizzati prima dell'entrata in vigore del decreto legge del governo Monti, convertito in legge nel giro di un mese a dicembre 2012. Per i legali dell'Ilva, la Corte Costituzionale ha indubbiamente colto lo stretto legame fra il sequestro delle strutture produttive e l'acciaio. Nell'istanza firmata da Ferrante, è scritto che "entrambi i sequestri sono accomunati dalla finalità ultima, esplicitamente dichiarata, di provocare la chiusura dell'impianto, considerata l'unico mezzo per avviare un effettivo risanamento del territorio e l'unico strumento di tutela della salute della popolazione. Con il sequestro dei materiali giacenti nell'area dello stabilimento, in particolare, si mira a far mancare le risorse indispensabili per la prosecuzione dell'attività aziendale, che provengono, come per ogni impresa produttiva, dalla vendita dei prodotti sul mercato". I legali dell'Ilva ricordano che secondo la Consulta, non avrebbe senso autorizzare la ripresa della produzione (anche se in presenza di un sequestro della magistratura) senza permettere all'industria di venderne il prodotto, ritenuto lecito in sé e non inquinante. Secondo gli avvocati dell'Ilva, infine, il sequestro della merce è illegittimo dal 5 gennaio scorso (data di entrata in vigore della legge "salva-Ilva") e la procura si è "assunta una gravissima responsabilità ad impedire la commercializzazione dei prodotti Ilva dal 5 gennaio ad oggi, con danni di enorme rilevanza".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Terremoti
A Norcia consegnate le chiavi delle prime casette post-sisma
Altre sezioni
Salute e Benessere
Ordini Medici: pubblicità sanitaria selvaggia è allarme sociale
Motori
BMW presenta la nuova Serie 5 berlina
Enogastronomia
"Benvenuto Brunello" Guida Rossa Michelin firma piastrella 2016
Turismo
Turismo, Alpitour amplia la rete su Andalusia e Costa del Sol
Energia e Ambiente
Premio ai Vigili del fuoco per i voli su Amatrice e Rigopiano
Moda
Moda New York, la donna bon ton secondo Carolina Herrera
Scienza e Innovazione
SpaceX, rinviato lancio del Falcon-9 dalla piattaforma Nasa 39-A
TechnoFun
Amazon, a tempo di record i lavori per nuovo centro vicino Roma
Sistema Trasporti
Ibar, Usa e Cina ancora al top per i voli dall'Italia