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pubblicato il 18/nov/2014 18:03

Il sindaco di Roma chiude il caso: ho pagato multe che non dovevo

Proteste in Campidoglio ma Marino: niente dimissioni o elezioni

Il sindaco di Roma chiude il caso: ho pagato multe che non dovevo

Roma, 18 nov. (askanews) - "Ho pagato quello che non dovevo pagare". Così il sindaco di Roma, Ignazio Marino chiude il caso multe alla sua Panda rossa in Ztl.

Marino davanti all'assemblea capitolina, riunita in aula Giulio Cesare, per ascoltare il primo cittadino sulla vicenda che da giorni lo ha messo nell'occhio del ciclone, ha spiegato: "Mi sono state indicate le somme e ho pagato. Non alla cassa dell'ufficio contravvenzioni che non poteva ricevere il pagamento, visto che le multe erano annullate, ma all'ufficio postale con semplici bollettini che ho compilato per un totale di 1.021,52 euro che almeno ritroveremo nelle casse del Comune in vista dell'assestamento di bilancio".

"È evidente - ha spiegato Marino - che siano stati commessi delle disattenzioni da parte degli uffici competenti nel seguire correttamente tutta la procedura. Errori che non hanno prodotto danni a nessuno se non a me stesso. Ritengo siano errori di gravità assai limitata, errori cui si è rimediato, errori che non giustificano il clamore che si è costruito intorno a questa vicenda". Il sindaco ha anche archiviato la foto che immortalava la sua Panda in divieto di sosta: "In questa settimana di morbosa attenzione la mia auto è stata anche fotografata in divieto di sosta. Anche di questo mi assumo la responsabilità e chiedo scusa alle romane e ai romani". Anche se "per ironia della sorte per quella infrazione non ho ricevuto nessuna multa" che "purtroppo - ha aggiunto - non sono passati i vigili a controllare".

Prima dell'intervento del sindaco alcune decine di persone hanno intonato cori in aula Giulio Cesare, invocando "dimissioni, dimissioni". La seduta, tutta dedicata alla vicenda delle multe alla Panda del primo cittadino, è stata costellata da molte contestazioni, che hanno costretto più volte il sindaco ha interrompersi mentre parlava.

Di dimissioni si rumoreggia da quando è scoppiato il caso multe, ma Marino ha sorvolato in scioltezza: "Ho letto di mie dimissioni e vi dico la verità: ho sorriso. Chi parla, pensa o scrive di mie dimissioni davvero non vuol comprendere la dimensione della nostra sfida. Non è una sfida personale. È l'ambizione di cambiare Roma". Anzi - ha detto - "ho trovato surreale che per una settimana la principale questione da dibattere sia stato il gossip sulle multe" ed ha assicurato sindaco "niente dimissioni e niente elezioni a breve".

Dal canto suo Mirko Coratti, presidente dell'Assemblea capitolina, al termine della seduta ha dichiarato "chiuso il caso multe", ora "la politica torni ad occuparsi della città", e - ha concluso, con la mente alle tensioni a Tor Sapienza - "partendo proprio dalla riqualificazione delle periferie".

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