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pubblicato il 20/mar/2015 19:16

Il Papa a Napoli tra devozione popolare e periferie emarginate

Ottavo viaggio in Italia, dopo visita a pastore Caserta nel 2014

Il Papa a Napoli tra devozione popolare e periferie emarginate

Città del Vaticano, 20 mar. (askanews) - Il sangue di San Gennaro e la periferia di Scampia, il fervore della devozione popolare e i drammi della camorra e della disoccupazione giovanile, le massime autorità civili e religiose e i detenuti di Poggioreale. Papa Francesco trascorre la giornata di domani, sabato 21 marzo, a Pompei e Napoli, con un programma serrato dalle sette della mattina, partenza dell'elicottero dal Vaticano, alle 19, orario previsto per il rientro a Roma.

E' l'ottavo viaggio compiuto dal Papa argentino in Italia. Il Pontefice, che è anche primate d'Italia, ha sempre scelto tappe significative per il suo messaggio attento alle 'periferie', ai poveri e agli emarginati, ai problemi sociali ed economici, a partire dal primo viaggio, a Lampedusa nel luglio del 2013, con una visita incentrata sul dramma dell'immigrazione. Sono poi venuti i viaggi ad Assisi, città del santo di cui ha preso il nome, il quattro ottobre sempre del 2013, e Cagliari, a settembre dello stesso anno, una visita ruotata attorno alle sofferenze dei disoccupati. Nel 2014 Jorge Mario Bergoglio ha visitato Cassano allo Ionio in Calabria, a giugno, dove ha pronunciato - la prima volta di un Papa - la parola 'scomunica' per i mafiosi, a Campobasso a luglio, a Caserta sempre a luglio, a settembre al sacrario di Redipuglia per il centesimo anniversario della prima guerra mondiale. Quest'anno sono già previsti viaggi a Torino a giugno, per l'ostensione della sindone (e una probabile tappa dai suoi lontani parenti piemontesi) e a Firenze a novembre, per il convegno decennale della Cei, ma c'è chi già ipotizza un incontro con la comunità cinese di Prato.

Il Pontefice che viene da Buenos Aires ha un rapporto complesso con il paese che ha dato i natali ai suoi nonni. Ama l'Italia, sa anche parlare il dialetto genovese (uno zio gli insegnava le canzoni, 'le uniche parole che so in dialetto genovese sono irripetibili'). E' molto informato sull'attualità, interviene sui temi sociali. Ma mantiene una certa distanza dalle istituzioni. Quelle civili innanzitutto. Non si interessa delle alchimie parlamentari, non intrattiene rapporti stretti con i politici, ha lasciato di stucco i parlamentari con una messa mattutina in San Pietro, l'anno scorso, incentrata sul rischio della corruzione. Non vuole più ministri italiani all'aeroporto, quando parte o torna da un paese estero. Anche con i maggiorenti della Chiesa italiana i rapporti non sono i più facili, a partire dal malaugurato telegramma che la Cei diramò dopo l'elezione di Bergoglio in cui faceva i complimenti a 'Papa Scola'. Da allora sono passati due anni, il cardinale Angelo Bagnasco si è impegnato per sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d'onda del Papa, il segretario, Nunzio Galantino, è un uomo di Bergoglio. Con il cardinale Crescenzio Sepe, l'arcivescovo di Napoli che domani lo accoglierà nel capoluogo campano, i rapporti sono corretti. Ma - è un dettaglio che la dice lunga sullo stile di Francesco - anche la visita di domani nasce, in realtà, da un pastore protestante. Giovanni Traettino, amico di Bergoglio quando era arcivescovo di Buenos Aires, lo invitò a visitare la sua comunità pentecostale in periferia di Caserta. Il Papa ha voluto mantenere la promessa da Papa: ha deciso di andare a trovarlo in forma privata a luglio scorso. Sconcerto generale, protocollo in frantumi, vescovo di Caserta spaesato, tanto più che la data scelta inizialmente, il 26 luglio, era la festa di Sant'Anna, patrona (ovviamente cattolica) della città. Le pressioni furono tali e tante che Bergoglio si rese conto che non poteva mancare di incontrare i cattolici di Caserta quel giorno. Soluzione: il 26 luglio andò a Caserta per incontrare i fedeli, poi tornò a Roma, e due giorni dopo, il 28 luglio, tornò a Caserta per far visita al pastore amico. Da allora la speranza per una visita a Napoli è diventata, per il cardinale Sepe, una certezza. Dopo Caserta, Napoli non poteva mancare nel calendario del Papa. Che, infatti, domani visiterà una città che, per molti versi, potrebbe essere nelle sue corde.

La giornata del Papa, che parte alle 7 in elicottero dal Vaticano, inizia alle otto al santuario di Pompei. 'Dal 2003 - scrive l'Osservatore Romano - con l'adeguamento alle normative che prevedevano la chiusura degli orfanotrofi, sono sorte numerose nuove strutture, come case famiglia, centri diurni, case di accoglienza, che ospitano orfani, ragazze madri, poveri, anziani, ex tossicodipendenti, adolescenti problematici, bambini diversamente abili. Saranno proprio loro ad accogliere Papa Francesco e a fargli da corona durante la sua breve ma intensa sosta di preghiera'. Non è previsto un discorso del Papa. Alle nove Jorge Mario Bergoglio atterra al campo sportivo di Scampia, prima 'periferia' toccata durante una giornata che vedrà invece il Pontefice lontano dai quartieri più benestanti. 'A Scampia Francesco incontrerà il mondo della legalità e della giustizia, delle professioni, del lavoro, della produzione, della disoccupazione e delle organizzazioni sindacali, dei migranti, dei rom, dei senza fissa dimora, degli emarginati', ha spiegato, sempre al giornale vaticano, il cardinale Crescenzio Sepe. Francesco pronuncia un discorso a Scampia, poi si trasferisce a piazza del Plebiscito per la messa delle 11 all'aperto.

Pranzo a Poggioreale con una novantina di detenuti provenienti anche da Secondigliano (presenti anche malati di hiv e transessuali) e discorso del Papa. 'Quel luogo così particolare - sono sempre le parole di Sepe - inevitabilmente riproporrà il tema della delinquenza, abituale o organizzata, dei tempi della giustizia, della sofferenza personale e familiare, della dignità della persona umana, offesa, violentata, tradita. E nel contempo ritorneranno i temi delle condizioni delle carceri, della rieducazione, del reinserimento, del recupero morale e sociale'. Dopo una sosta in arcivescovado prevista alle 14.30, il Papa si reca in duomo alle 15 per - recita il programma ufficiale - incontrare preti e religiosi e per la 'venerazione delle reliquie di San Gennaro'. E già corrono le ipotesi: si ripeterà il miracolo del sangue che si scioglie, come avvenne, ad esempio, al cospetto di Pio IX, nel 1848, ma non davanti a Giovanni Paolo II, il 21 ottobre 1979, né con Benedetto XVI, il 21 ottobre del 2007? Alle 16.15 Bergoglio è atteso alla basilica del Gesù nuovo, dove incontrerà gli ammalati e terrà un discorso. Infine alle 17 appuntamento con i giovani al lungomare Caracciolo: 'Su via Caracciolo, ne sono certo, nascerà una nuova primavera per tutti', afferma Sepe. Alle 18.15 il Papa dovrebbe partire dalla stazione Marittima per atterrare all'eliporto vaticano alle 19.

Nei suoi discorsi facile prevedere che il Papa non mancherà di toccare i temi che più gli stanno a cuore, a partire dalla mancanza di lavoro che soffoca giovani e famiglie, ai rischi di una 'economia che uccide' alle minacce della crminialità organizzata. La devozione popolare, cara a Bergoglio già da giovane e poi da provinciale dei gesuiti argentini e da arcivescovo di Buenos Aires, sarà anch'essa, prevedibilmente, nelle corde di Papa Francesco.

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