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pubblicato il 18/gen/2013 20:49

Hiv: Tirelli, tumori primo killer malati ma aspettativa vita alta

Hiv: Tirelli, tumori primo killer malati ma aspettativa vita alta

(ASCA) - Roma, 18 gen - Alla riunione nazionale del GICAT - Gruppo Italiano Cooperativo AIDS e Tumori dedicata ai tumori in HIV in corso ad Aviano e' stato presentato per la prima volta dal professor Guaraldi dell'Universita' di Modena lo studio Italian Collaborative HIV Aging Cohort, promosso da 4 gruppi del nord Italia - San Paolo, San Raffaele, Policlinico di Modena e Istituto Tumori di Aviano - e condotto su quasi 10.000 pazienti affetti da hiv tra 1985 e il 2011. Lo studio, presentato anche a Lancet, ha dimostrato che i pazienti che hanno recuperato la loro immunita' originale, cioe' quelli in cui la terapia HAART ha portato il sistema immunitario a livelli antecedenti all'infezione, hanno un'aspettanza di vita molto simile a quello della popolazione generale. Il gruppo ha analizzato quasi 10.000 pazienti affetti da hiv, di cui il 70% maschi, il 48% omosessuali maschi, il 26% eterosessuali e il 26% tossicodipendenti, correlando l'aspettanza di vita con i risultati sull'immunita' dovuta alla terapia haart. ''Dallo studio da noi condotto - spiega Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia medica dell'Istituto Tumori di Aviano - si evince che la spettanza di vita di un paziente di 25 anni che ha ottenuto una risposta immunologica buona alla terapia haart, e' di 51,8 anni confrontata con quella della popolazione generale della stessa eta' e del nord ma senza hiv che e' di 55,9 anni. Un quarantenne con hiv e che ha ottenuto una buona risposta immunologia, ha un'aspettanza di vita di 37 anni mentre quella della popolazione generale e' di 41,3 anni. Per coloro che invece non hanno ottenuto una risposta immunologia buona nonostante la terapia, a 25 anni l'aspettanza di vita e' di 34,3 anni contro i 55,9 della popolazione generale, mentre a 40 anni e' di soli 22,9 anni. Diversi sono i fattori in causa per coloro che non ottengono gli stessi risultati: le caratteristiche del virus (che per es. era gia' resistente ai farmaci), oppure il fatto che i pazienti non fanno bene la terapia o hanno caratteristiche genetiche che lo differenziano dagli altri casi''. Dall'inizio dell'epidemia sono stati riscontrati in Italia 63.000 casi di AIDS conclamato e la regione che piu' ha contribuito a questo numero e' la Lombardia con 18.000, seguita da Lazio con 8.000 ed Emilia Romagna con 6.000. Il Friuli Venezia Giulia ha contribuito con 528 casi e il Veneto con 3.500 casi. Nel nostro Paese attualmente i casi di AIDS conclamato quasi nel 50% dei casi sono dovuti a contatti eterosessuali, nel 25% a rapporti omossessuali maschili e soltanto il 18% alla tossicodipendenza (scambi di siringhe).

Un numero significativo (circa un terzo) si verifica in persone straniere residenti in Italia. I tumori sono la prima causa di morte nei pazienti con HIV/AIDS da quando e' stata introdotta la terapia altamente efficace contro l'HIV nota come HAART, che ha ridotto drasticamente la mortalita' per HIV/AIDS oltre che i nuovi casi di HIV/AIDS.

''I tumori in HIV - precisa Tirelli - sono passati da malattie considerate praticamente da non trattare all'inizio dell'epidemia perche' il trattamento era ritenuto senza beneficio, a malattie oggi sempre trattabili con beneficio e anche guaribili''. red/mpd

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