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pubblicato il 27/feb/2014 17:00

Giochi: con delega fiscale arriva codice unico e fondo antiludopatie

Giochi: con delega fiscale arriva codice unico e fondo antiludopatie

(ASCA) - Roma, 27 feb 2014 - Dopo un lungo iter avviato con la scorsa legislatura e tre letture, l'Aula di Montecitorio ha definitivamente licenziato il testo della Delega Fiscale.

Grandi novita' - segnala Agimeg - quelle attese dal settore giochi: l'articolo 14 ha infatti fatto molto discutere i parlamentari di entrambe le camere. Secondo quanto previsto da questo articolo, infatti, il Ministero dell'Economia-AAMS dovranno emettere entro 12 mesi i singoli decreti delegati di attuazione delle nuove misure previste dal provvedimento.

L'articolo 14, come detto, riguarda i giochi pubblici, e prevede - oltre ad una raccolta sistematica della disciplina in un Codice sui giochi e delle disposizioni sui giochi e ad un riordino del prelievo erariale - specifiche disposizioni volte, tra l'altro a tutelare i minori dalla pubblicita' dei giochi e a recuperare i fenomeni di ludopatia; vietare la pubblicita' nelle trasmissioni radiofoniche e televisive - secondo le modifiche introdotte al Senato - nel rispetto dei principi sanciti in sede europea relativi alla tutela dei minori per i giochi con vincita in denaro che introducono comportamenti compulsivi; definire le fonti di regolazione dei diversi aspetti legati all'imposizione, nonche' alla disciplina dei singoli giochi, per i quali si dispone una riserva di legge esplicita alla legge ordinaria; armonizzare aggi e compensi spettanti ai concessionari; riordinare la disciplina dei controlli e dell'accertamento dei tributi gravanti sui giochi, nonche' il sistema sanzionatorio.

L'attuazione della delega costituira' la sede adatta per un riordino complessivo del settore del gioco pubblico, anche per recuperare la riduzione del gettito fiscale, uniformando le basi imponibili e omogeneizzando, ove necessario, gli aggi. Il Governo in piu' occasioni ha precisato che una politica di recupero delle entrate e' sostenuta, principalmente, da un allargamento dell'offerta, che premia il gioco legale in contrasto con gli interessi malavitosi del settore; ma, al contempo, una politica di riduzione dell'offerta deve mettere nel conto la riduzione del gettito per il bilancio pubblico. In tal senso,come specificato nel testo della Delega, si dovra' procedere - anche alla luce delle posizioni espresse da molti enti locali in ordine alla gestione del territorio - al confronto con le amministrazioni locali previsto dalla delega stessa per stabilire regole trasparenti e uniformi sul territorio nazionale.

Il testo poi introduce anche un maggior contrasto alle dipendenze di gioco mediante istituzione di un apposito fondo, la cui dotazione - secondo le modifiche introdotte dal Senato - e' fissata annualmente con la legge di stabilita'.

Il fondo e' finanziato anche attraverso modifiche mirate alla disciplina fiscale dei giochi pubblici idonee ad incrementare le risorse erariali. E' garantita l'applicazione di regole trasparenti ed uniformi sull'intero territorio nazionale, la partecipazione dei comuni in materia di titoli abilitativi all'esercizio dell'offerta di gioco, di autorizzazioni e di controlli, con adeguate forme di partecipazione dei comuni al procedimento di autorizzazione e pianificazione della dislocazione locale di sale da gioco e di punti vendita in cui si esercita come attivita' principale l'offerta di scommesse su eventi sportivi e non sportivi, nonche' in materia di installazione degli apparecchi idonei per il gioco lecito. La delega dispone pure il rilancio del settore ippico anche attraverso l'istituzione della La Lega ippica italiana con funzioni, fra l'altro, di organizzazione degli eventi ippici, controllo di primo livello sulla regolarita' delle corse, ripartizione e rendicontazione del fondo per lo sviluppo e la promozione del settore ippico. Il Fondo e' alimentato mediante quote versate dagli iscritti alla Lega, e mediante quote della raccolta delle scommesse ippiche, del gettito derivante da scommesse su eventi ippici virtuali e da giochi pubblici raccolti all'interno degli ippodromi, attraverso la cessione dei diritti televisivi sugli eventi ippici, oltre a eventuali contributi erariali straordinari decrescenti, fino al 2017. red/mar

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