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pubblicato il 05/lug/2013 12:53

Giochi: Antidroga, primo corso per formatori contro patologia azzardo

Giochi: Antidroga, primo corso per formatori contro patologia azzardo

(ASCA) - Roma, 5 lug - Neuroscienze, scienze del comportamento, scienze sociali, supporto alle famiglie, orientamento dei sistemi socio-sanitari, usura correlata ai debiti di gioco.

Questi i principali argomenti trattati nella tre giorni del primo corso nazionale di formazione per formatori professionisti interamente dedicato al Gioco d'azzardo patologico organizzato dal Dipartimento politiche antidroga (Dpa) che ha visto la partecipazione di professionisti selezionati dalle regioni e la Pubblica amministrazione.

E' stata proprio l'emergenza del gioco d'azzardo patologico - spiega una nota - che ha portato il Dpa ad attivare un importante percorso formativo con uno specifico progetto nazionale per i professionisti dei centri pubblici di assistenza. Una prima risposta al problema per razionalizzare e omogeneizzare i modelli tecnico - scientifici di prevenzione, cura e riabilitazione su tutto il territorio nazionale attraverso un approccio di tipo multidisciplinare.

Con questo corso si e' cercato di dare concretezza e applicazione immediata all'iniziativa: ogni regione partecipante, infatti, indira' a cascata, per i propri operatori dei servizi, corsi regionali pubblici con la stessa modalita' di quello Dpa. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nell'inviare il proprio saluto agli organizzatori e ai partecipanti, ha voluto anche sottolineare quanto sia importante organizzare un sistema di azione, di promozione della salute e di prevenzione collettiva e individuale che possa accompagnare il cittadino in tutte le fasi della propria vita. ''Il problema - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dpa - sta assumendo delle dimensioni sempre piu' gravi sul territorio nazionale, interessando fasce giovanili, oltre che anziane, gia' molto spesso a rischio per uso di sostanze stupefacenti e consumo di alcol. Ai tantissimi professionisti italiani intervenuti al corso - ha concluso Serpelloni - abbiamo voluto offrire un percorso non solo tecnico di formazione, ma anche umano che deve avere come motore principale la speranza che il paziente ripone nella guarigione dalla patologia e nel pieno recupero della propria persona''.

com-stt/cam/bra

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