giovedì 23 febbraio | 08:06
pubblicato il 28/mar/2011 20:45

Giappone/ Ispra: al Nord tracce minime iodio 131, nessun rischio

"I valori non hanno alcuna rilevanza da punto vista radiologico"

Giappone/ Ispra: al Nord tracce minime iodio 131, nessun rischio

Roma, 28 mar. (askanews) - Al nord, in Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia e Bolzano, le agenzie della rete Ispra hanno rilevato "piccole tracce" di iodio 131, ma - assicura lo stesso istituto che dal giorno dell'incidente alla centrale nucleare di Fukushima monitora i valori di radioattività nell'ambiente - si tratta di valori dell'ordine del decimillesimo o centomillesimo di Bq/m3, che "non hanno alcuna rilevanza radiologica e non comportano alcun rischio sanitario. Sono gli stessi valori registrati nei giorni corsi in Francia e di 1-2 ordini di grandezza inferiori a quelli rilevati negli Stati Uniti ed in Canada. In generale l'Ispra "conferma che, sino ad oggi, la rete automatica di monitoraggio dell'intensità di dose gamma in aria dell'Ispra non ha rilevato valori anomali rispetto alle normali fluttuazioni del fondo ambientale locale". Sin dal 12 marzo 2011, l'Ispra ha richiesto di intensificare le misure di particolato atmosferico per monitorare l'andamento di una eventuale presenza di radioattività in aria riconducibile all'incidente nella centrale di Fukushima in Giappone. Vengono effettuate misure giornaliere con particolare riguardo alla presenza degli isotopi Iodio 131 e Cesio 137. stato anche richiesto di effettuare misure di deposizione al suolo con cadenza settimanale. Secondo il bollettino di oggi, i risultati delle misure relative ai campionamenti effettuati tra il 23 e il 27 marzo dall'Arpa Piemonte, dall'Arpa Valle d'Aosta, dall'Arpa Bolzano e dall'Arpa Lombardia hanno evidenziato in alcuni campioni la presenza di piccole tracce di Iodio 131, dell'ordine del decimillesimo o centomillesimo di Bq/m3". Le suddette concentrazioni - spiega l'Ispra - risultano di 1-2 ordini di grandezza inferiori a quelle rilevate nei giorni scorsi negli Stati Uniti ed in Canada. Esse sono altresì analoghe a quelle rilevate in Francia dall'Istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare (Irsn) nei giorni dal 24 al 26 marzo". E - rassicura l'Ispra - "tali valori non hanno alcuna rilevanza dal punto di vista radiologico e sono tali da non costituire alcun rischio di tipo sanitario".

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