martedì 24 gennaio | 21:06
pubblicato il 30/lug/2013 11:47

Genova: via a licenziamenti Carlo Felice, lavoratori sul piede di guerra

(ASCA) - Torino, 30 lug - Assemblea questa mattina al teatro Carlo Felice di Genova dopo la doccia gelata del cda di ieri che ha deciso, primo caso nelle fondazioni dei teatri d'opera, di dare il via i licenziamenti. Un provvedimento, approvato ieri sera dopo che nei giorni scorsi l'assemblea dei lavoratori aveva fatto slittare a settembre il voto sull'intesa per i contratti di solidarieta'. Da domani 48 dipendenti (12 orchestrali, 11 coristi, e altrettanti amministrativi, 12 tecnici e due maestri collaboratori) su 275 complessivi riceveranno le lettere di fine rapporto. ''La scelta - e' scritto in una nota - si e' resa necessaria per mantenere in equilibrio i conti della Fondazione, in mancanza di un accordo sindacale con il ricorso a contratti di solidarieta', un accordo gia' raggiunto tra il Teatro e quattro organizzazioni sindacali che non e' stato pero' sottoposto al giudizio dei lavoratori. Si e' ritenuto necessario non procrastinare tale scelta per non mantenere l'Ente in una situazione di incertezza ormai non sopportabile. La procedura di mobilita' - precisa la nota - prevede in ogni caso un percorso che sara' seguito dalla Fondazione nel pieno rispetto delle norme e che potra' essere interrotto dal raggiungimento di un accordo capace di garantire all'Ente un eguale effetto economico''. La decisione di ieri ha registrato una spaccatura sostanziale nel cda con tre voti favorevoli, quello del sindaco Marco Doria, il commercialista Stefano Franciolini, e Silvio Ferrari, nominato dallo stesso sindaco, due astenuti, Mario Orlando indicato da Finmeccanica e Patrizia Conti, un voto contrario, quello del vicepresidente Mario Mennini. Mentre non e' stato conteggiato un altro voto contrario, quello di Sergio Manfredi, che ha lasciato la riunione in anticipo. Ora la procedura prevede 45 giorni di tempo per trovare una soluzione alternativa con i sindacati. I toni di questa mattina sono molto caldi e non si esclude la minaccia dello sciopero ad oltranza.

''E' in atto un vergognoso ricatto - commenta Nicola Lo Gerfo segretario provinciale Fials, il sindacato auttonomo piu' rappresentativo tra gli orchestrali - : come due anni fa con la liquidazione coatta amministrativa vogliono farci accettare i contratti di solidarieta'. Quei contratti sono stati un fallimento e la loro eventuale proroga portera' al suicidio del Carlo Felice. Cosi' come ha sottolineato lo stesso presidente Anfols (Associazione Nazionale delle Fondazioni Liriche e Sinfoniche , ndr) e sovrintendente del Teatro Regio, Walter Vergnano, il pubblico genovese sta emigrando verso Torino''. Lo Gerfo, che oggi pomeriggio consegnera' una lettera al sindaco Doria, dai toni prevedibilmente molto polemici, insiste sulla sua proposta che precisa ''non e' una provocazione'': ''siamo disponibili a sacrificare una parte dello stipendio purche' il teatro rimanga aperto''. Critico sui 'cds' anche Roberto Conti, segretario nazionale dell'altro sindacato autonomo, lo Snater che pure ha firmato l'ipotesi di intesa con Cgil, Cisl e Uil: ''Riducono la produttivita' con l'aggravante che questa dirigenza non e' neppure in grado di gestire l'accordo: e' totalmente screditata''. Conti sottolinea che la riduzione di personale ''e' completamente folle'', con un organico gia' sotto di 50 unita' sulla pianta ufficiale di 325 dipendenti, che e' gia' la piu' piccola della penisola. ''Il 3 agosto - sottolinea Conti - dovremmo fare un concerto a Pietrasanta, e' ordinaria mministrazione, e richiede l'assunzione di una dozzina di coristi. Con la procedura di mobilita' questo non sara' piu' possibile''.

eg/res

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