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pubblicato il 12/giu/2013 11:25

Genova: Burlando, citta' ferita da tragedia 'Jolly nero'

Genova: Burlando, citta' ferita da tragedia 'Jolly nero'

(ASCA) - Roma, 12 giu - ''Genova e' stata ferita dalla tragedia della nave 'Jolly nero', una citta' che vive di porto da molti secoli, che conosce la pericolosita' della navigazione, delle acque marine spesso agitate ma che considera il porto sicuro e che non ha mai vissuto un dramma del genere. La sicurezza del porto, i dragaggi, li fa l'autorita' portuale, e li fa in quantita' enorme: anche recentemente abbiamo rimosso rocce che ostruivano la navigazione con delle microcariche. Per fortuna Genova non ha i problemi di Livorno, di La Spezia e ora si sta scavando anche nella parte di Ponente, dove per decenni l'Italsider e l'Ilva hanno formato una crosta durissima che adesso viene rimossa''. E' quanto ha dichiarato questa mattina alla tramissione Radio1 ''prima di tutto'', il presidente della regione Liguria Claudio Burlando, in merito alla questione della nave 'Jolly nero'.

Dice Burlando: ''la cosa che ci ha colpito fin dall'inizio e' stata l'anomalia di una manovra compiuta in condizioni ambientali perfette, non c'era vento, c'era piena visibilita', illuminazione; una manovra di routine, pensate che 7000 navi l'anno entrano ed escono dal porto, pertanto ben 14.000 manovre si effettuano ogni anno. C'erano poi i rimorchiatori, con il pilota al bordo, quindi abbiamo subito pensato che ci fosse un mix di guasti meccanici ed errore umano''. E continua: ''ora la procura dopo un'attenta inchiesta sta formulando precise accuse, la scatola nera sta dicendo alcune cose, ma ovviamente dobbiamo essere cauti, Bisogna ricordare che la responsabilita' della gestione del traffico portuale e' di pertinenza della Capitaneria di porto, la responsabilita' operativa di ogni manovra e' del singolo pilota, del comandante, del rimorchiatore''.

''Il tema della sicurezza - ha continuato Bulrlando - e' delicato e importante perche' alla fine del porto di Sanpierdarena c'e' l'aeroporto di Genova,costruito sul mare, e questo crea turbativa sia al porto nuovo fatto a Ponente che a Sampierdarena; cioe' l'impossibilita' di far passare navi troppo alte, con gru troppo alte in prossimita' delle aree di atterraggio e decollo, soprattutto decollo degli spazi aerei. Renzo Piano propose tempo fa una soluzione costosissima: disallineare l'aeroporto, farlo piu' a mare per liberare il porto questo cono aereo. L'autorira' portuale, invece, oggi propone di spostare la diga piu' a mare, avanzare i moli e a questo punto si puo fare il cosiddetto ''porto in linea'', che prevede di entrare da levante e uscire da ponente senza piu fare manovre troppo complicate''.

red/res

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