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pubblicato il 17/apr/2014 12:00

Gabrielli: no date rimozione Concordia, costo salito a 1,1mld Usd

"Assicuratori stanno facendo questioni di carattere economico"

Gabrielli: no date rimozione Concordia, costo salito a 1,1mld Usd

Roma, 17 apr. (askanews) - Al momento non ci sono date certe per la rimozione della Costa Concordia dall'Isola del Giglio, anche a causa dei costi dell'operazione che "originariamente prevedeva un esborso di circa 300 milioni di dollari", ma che poi "le difficoltà che si sono presentate e il protarsi dei tempi hanno fatto lievitare in maniera significativa" e si è arrivati a "un miliardo e 100 milioni di dollari", in ogni caso "tutti a carico dei privati". Lo ha spiegato il prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile e commissario per l'emergenza dovuta al naufragio della nave, alla Commissione Ambiente della Camera. "Noi per primi auspichiamo che sia un porto italiano, rimane una cosa importante", ha detto Gabrielli, ma "è pur sempre una società per azioni, che può andare a gambe all'aria, quindi le cose vanno fatte e in maniera corretta". "Attualmente in Europa meglio attrezzata sotto questo punto di vista è la Norvegia. Non hanno optato per la Norvegia per un problema di distanze e perchè chiedevano delle modalità di arrivo della nave complicate, ma si parla di prezzi che sono al di sotto di quelli turchi. Quando io ho chiesto come sia possibile, mi hanno spiegato che l'approccio dei progetti italiani non è di smantellamento, ma è come se costruissero una nave, quindi allestiscono i cantieri ampliando a dismisura i costi. E il discorso di Civitavecchia rientra in un questo senso: le strutture portuali sarebbero migliori di Piombino, ma il progetto è assolutamente fuori mercato: è il doppio non della Turchia, ma dell'opzione italiana". Quanto ai tempi per la rimozione, ha chiarito il prefetto, "a gennaio avevamo dato come data indicativa i primi di marzo, poi tutto questo discorso sui porti ha creato non poche fribillazioni. La parte privata ha percepito che la parte pubblica non avesse le idee così chiare, che ognuno tirava verso una propria soluzione. Tutto questo alla fine ha messo la parte privata in una condizione di cautela e si è creata una sorta di divisione: mentre Costa-Carnival ha l'esigenza primaria di rimuovere la nave, perchè per loro è uno spot perenne in negativo, gli assicuratori per la prima volta hanno cominciato a fare questioni di carattere economico".

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