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pubblicato il 06/lug/2012 17:00

G8/ Sentenza Cassazione azzera livelli apicali Polizia

Tempi tecnici da notifica a sospensione dirigenti da servizi

G8/ Sentenza Cassazione azzera livelli apicali Polizia

Roma, 6 lug. (askanews) - Ci saranno ì 'tempi tecnici' delle notifiche della sentenza e poi l'amministrazione emanerà i decreti di sospensione dal servizio per i poliziotti e i dirigenti condannati in via definitiva dalla Corte di Cassazione, non per le violenze avvenute alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, nel luglio 2001, nei confronti dui una sessantina di noglobal (reato prescritto), quanto per l'aver provato a falsificare le prove. La sentenza della Cassazione è arrivata come una vera mazzata sulla polizia di Stato, undici anni dopo, quella notte di violenze alla scuola genovese. Con la sostanziale conferma delle condanne inflitte nel giudizio d'appello viene di fatto azzerata una generazione di dirigenti in carriera della polizia, i 'De Gennaro boys': in particolare da Francesco Gratteri, ex direttore del Servizio centrale operativo (Sco), ora Capo della direzione centrale anticrimine (4 anni), a Giovanni Luerpi, ex vicedirettore dell'Ucigos nel 2001 a Genova, oggi capo sezione analisi dell'Aisi (4 anni) e Gilberto Calderozzi, ex vice direttore dello Sco di cui è diventato dopo il G8 numero uno ( condanna a 3 anni e 8 mesi). Sono i dirigenti più alti nel livello apicale della polizia sui quali la sentenza della Cassazione produce l'effetto della interdizione dal servizio con l'ipotesi di una radiazione. In pratica, 'carriera finita' per questo super poliziotti per i quali la verità affermata dalla suprema corte è inappellabile (salvo nuove iniziative legali davanti alla Corte di Strasburgo). La Polizia di stato, che in questi lunghi undici anni di attesa dei procedimenti giudiziari sui dirigenti e i funzionari indagati, ha riconosciuto in diversi casi anche avanzamenti di carriera, ora volta pagina. "Ora è il momento delle scuse", ha detto il capo della polizia Antonio Manganelli prendendo atto della sentenza di Cassazione. "A Genova sono stati commessi gravi errori. E' giusto che i responsabili paghino", ha detto il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri pur riconoscendo il valore professionale e i meriti di diversi dirigenti nella lotta alla criminalità organizzata.

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