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pubblicato il 18/giu/2013 17:50

Fumo: i romani bocciano la sigaretta elettronica

Fumo: i romani bocciano la sigaretta elettronica

(ASCA) - Roma, 18 giu - I romani non credono alla sigaretta elettronica come rimedio per smettere di fumare. Anche se il fenomeno sembra avere preso piede in Italia - sempre piu' spesso si incontrano persone convertitesi a questi apparecchi elettronici - solo il 7% degli intervistati nella Capitale crede sia una valida tecnica per smetterla con le sigarette.

Lo rileva l'ultima indagine dell'Osservatorio Sanita'2 di UniSalute, la compagnia del gruppo Unipol specializzata in assistenza e assicurazione sanitaria, che ha preso in esame alcuni aspetti del legame tra fumo e romani. Un'indagine che arriva nel momento in cui in Italia si discute se e come regolamentare l'uso nei luoghi pubblici e la promozione pubblicitaria delle e-cig.

Secondo i dati piu' di un romano su due (54%) crede che l'unico rimedio per smetterla con il fumo sia legato alla reale forza di volonta' di chi vuole smettere ed e' scettico nei confronti di qualsiasi altra soluzione, che siano i farmaci (25%), ipnosi ed agopuntura (10%) o le soluzioni a base di nicotina come gomme e cerotti (4%). Quella tra italiani e sigaretta e' una relazione piuttosto stretta, se nel 2011 si calcolava che fossero 11,8 milioni i fumatori (circa il 22% della popolazione) e - dati ISTAT - circa 85 mila le persone che ogni anno perdono la vita in Italia per case attribuibili al fumo. Quali incentivi - secondo gli intervistati - potrebbero essere un buon deterrente per non avvicinare le persone al fumo o farli smettere? Il primo consiglio che i capitolini si sentono di dare e' di attuare una misura che colpisca le tasche dei fumatori, con un aumento consistente del costo delle sigarette (46%). Segue un maggiore utilizzo di campagne pubblicitarie e comunicazioni che sensibilizzino sui danni che il fumo arreca alla salute (28%). Infine attuare una campagna educativa nelle scuole organizzata dal Ministero (26%). Proprio i giovani, infatti, sono una delle fasce piu' attratte dalla sigaretta: secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore della Sanita'3 a livello nazionale il 16% dei maschi e il 22% delle femmine tra i 15 e i 24 anni fuma.

Quando si parla di fumo gli aspetti piu' preoccupanti per i romani - come rileva l'Osservatorio UniSalute - restano quelli legati ai danni alla salute, in particolare quelli provocati dal fumo passivo nei non fumatori e nei bambini (49%) e quelli attivi nei fumatori (31%) mentre sono meno percepiti come un danno i costi che gravano sul Sistema Sanitario Nazionale per i danni provocati dal fumo (12%). Dal punto di vista della sostenibilita' del nostro SSN l'incidenza e' in realta' notevole, basti pensare che per il trattamento di pazienti affetti da patologie attribuibili al fumo di tabacco la spesa ospedaliera nazionale gia' qualche anno fa ammontava a circa 3,4 miliardi di euro mentre la spesa sanitaria complessiva era di oltre 7,5 miliardi di euro.

red/mpd

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