lunedì 23 gennaio | 01:35
pubblicato il 17/lug/2013 12:35

Fonsai: Pm, Isvap ha agito con ritardo

Fonsai: Pm, Isvap ha agito con ritardo

(ASCA) - Torino, 17 lug - Di fronte alla manipolazione dei dati di bilancio del gruppo Fondiaria-Sai l'istituto di vigilanza Isvap ha reagito ''con un certo ritardo''. E' questa l'opinione del procuratore aggiunto Vittorio Nessi che assieme al sostituto procuratore Marco Gianoglio conduce le indagini sul falso in bilancio che ha portato oggi alla esecuzione di 7 provvedimenti cautelari di cui 4 nei confronti della famiglia Ligresti. ''Non e' che non sia stato fatto nulla - ha precisato Nessi - ma il sistema ha reagito con una certa lentezza''.

Nel corso della conferenza stampa di questa mattina, condotta insieme al comandante provinciale della Guardia di Finanza gen. Giuseppe Gerli, a cui hanno fatto capo le operazioni di oggi, e' anche emerso che il danno patrimoniale derivato dalle disinvolte operazioni sulle voci di bilancio, e' di 300 milioni di euro di deprezzamento del titolo.

Nessi ha aggiunto, a proposito dei provvedimenti cautelari emessi oggi, che esisteva il pericolo di fuga, il pericolo di reiterazione di reato in capo ad altre societa' del gruppo Ligresti (Fonsai e' passata al gruppo Unipol, ndr) e di inquinamento delle prove. A proposito del pericolo di fuga ha anche aggiunto che Paolo Ligresti, residente a Lugano, avrebbe fatto resistenza al rientrare in Italia. ''Ci sono le convenzioni internazionali - ha detto Nessi - con la possibilita' di trovare soluzioni ragionevoli''.

Nessi ha anche sottolineato che ad oggi non e' consentito un sequestro civilistico dei beni fino al rinvio a giudizio.

''Si sta valutando invece la possibilita' di operare un sequestro per equivalente finalizzato alla confisca. Un profilo doveroso che deve essere valutato''.

Secondo gli inquirenti la falsificazione del bilancio Fonsai del 2010, approvato l'anno successivo, avrebbe procurato un grave danno ad almeno 12 mila risparmiatori. Par garantire liquidita' e dividendi ai maggiori azionisti, cioe' la famiglia Ligresti, sarebbe stato occultato un buco nella riserva sinistri di circa 600 milioni di euro. Una sottovalutazione costante che ha consentito, secondo i pm, dal 2002 al 2009, la distribuzione di utili per 253 milioni di euro alla Premafin, holding della famiglia Ligresti, laddove, invece, si sarebbero dovute registrare delle perdite.

Nei prossimi giorni il Gip fissera' gli interrogatori di garanzia. A quanto si e' appreso, Giulia Maria Ligresti e' detenuta presso il carcere di Vercelli, mentre Jonella e' nel carcere di Cagliari ed Emanuele Erbetta e' detenuto a Novara.

eg/sam/

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Maltempo
Valanga hotel Rigopiano, il numero dei dispersi sale a 24
Terremoti
Enel: diga Campotosto sicura ma deciso un ulteriore svuotamento
Terremoti
Terremoto, pres. Grandi rischi: dighe Campotosto rischio Vajont
Maltempo
Hotel Rigopiano, Curcio: c'è speranza di trovare dispersi vivi
Altre sezioni
Salute e Benessere
Nuove postazioni di telemedicina italiana no profit in Africa
Motori
John Lennon, all'asta la sua Mercedes-Benz 230SL Roadster
Enogastronomia
Formaggi, yogurt, mozzarelle: ora obbligatorio indicare l'origine dellatte
Turismo
Via in Uruguay i 40 giorni del carnevale, il più lungo del mondo
Energia e Ambiente
Pericolo estinzione per il 60% di tutte le specie di primati
Moda
Moda Parigi, l'eleganza rilassata dell'uomo Louis Vuitton
Scienza e Innovazione
Spazio: da Cassini primo piano per Dafni, piccola luna di Saturno
TechnoFun
Cyber attacchi, dal 2001 in Italia hackerati 12mila siti web
Sistema Trasporti
Confermato avvio lavori di interconnessione tra Brebemi e A4