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pubblicato il 02/ago/2013 18:33

Fonsai: p er Giulia Ligresti si pensa a iter processuale abbreviato

(ASCA) - Torino, 2 ago - Sara' sentito ancora una volta, la terza, Fausto Marchionni, ex ad Fonsai, che oggi ha sostenuto un nuovo interrogatorio davanti ai pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio che indagano sul maxibuco della compagnia assicuratrice fino a poco tempo fa controllata dalla famiglia Ligresti. Per l'ex top manager Fonsai il giorno indicato e' quello del prossimo 5 settembre. Oggi Marchionni ha risposto a tutte le domande in modo ''esauriente ed esaustivo'', ha detto il suo legale Giovanni Lageard che contrariamente a quanto riportato in questi giorni ha anche dichiarato di non aver fatto richiesta di modifica delle misure cautelari al giudice del riesame che si riunira' martedi' 6 agosto. E che quindi decidera' soltanto sulle posizioni di Jonella Ligresti, ed Emanuele Erbetta, entrambi in carcere, e di Salvatore Ligresti e Antonio Talarico, entrambi ai domiciliari. La mancata richiesta di attenuazione delle misure restrittive per Marchionni, ha assicurato il suo legale, non prelude alla richiesta di un iter processuale diverso. Mentre, ed e' questa la novita' che trapela negli ambienti giudiziari, l'ipotesi sarebbe al vaglio dei legali di Giulia Ligresti, Alberto Mittone e Gian Luigi Tizzoni: anche loro, per non accentuare il braccio di ferro con i Pm, hanno deciso di non ricorrere al tribunale del riesame. Per la figlia di Salvatore, che ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Compagnia, oltre che presidente della holding di controllo Premafin, si profila quindi la strada di un percorso piu' celere, forse il rito abbreviato. E questo porebbe anche significare che la donna ha scelto una strada piu' collaborativa nel corso del confronto con i Pm. Sembrano quindi a separarsi le strategie processuali dei vari indagati, con Salvatore Ligresti che ha chiesto un rinvio (o ''l'annullamento'') del suo interrogatorio, per ragioni di salute, e ancora non si sa se potra' sostenerlo in settembre.

Mentre gli altri , Jonella Ligresti, Emanuele Erbetta e Antonio Talarico, non avrebbero convinto i Pm che sono intenzionati a dare parere negativo alla modifica delle misure cautelari di fronte al tribunale del riesame il prossimo martedi'. Senza dimenticare che l'ultimo dei fratelli Ligresti, Paolo, divenuto cittadino svizzero, ha rifiutato di consegnarsi alla giustizia italiana. Tuttavia da parte dei pm elvetici e' stato avviato un procedimento di sequestro per 30 milioni nei confronti dei beni detenuti oltrefrontiera dalla famiglia dell'anziano finanziere di Paterno', sull'ipotesi di riciclaggio, e che cioe' siano beni acquisiti con i proventi di un reato. E su questo procedimento sono anche stati sentiti i pm torinesi.

eg/red

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