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pubblicato il 27/gen/2014 17:30

Fonsai: migliaia di risparmiatori parte civile contro P. Ligresti & C

(ASCA) - Torino, 27 gen 2014 - Non c'erano Unicredit e Mediobanca, che invece si erano costituite parte civile nel processo parallelo, c'era invece Fonsai (ora gruppo Unipol) che in questo processo ha una duplice veste: deve infatti anche rispondere come persona giuridica del comportamento fraudolento dei suoi manager. Assenti gli imputati, c'era invece la Consob e ci diverse associazioni di consumatori in rappresentanza di circa 2500 risparmiatori che hanno subito danni per almeno 251 milioni, che hanno chesto di costituirsi parte civile. Si e' aperta questa mattina cosi' davanti al gup Paola Boemio l'udienza preliminare del processo ordinario del crac Fonsai per il quale sono imputati Paolo Ligresti, latitante in Svizzera e figlio del patron Salvatore Ligresti, e otto tra consiglieri d'amministrazione, revisori dei conti e attuariali della compagnia assicurativa. Un processo che si sovrappone a quello avviato per giudizio immediato il 4 dicembre scorso e che riguarda gli stessi fatti a carico di Salvatore Ligresti, gli ex ad Fausto Marchionni ed Emanuele Erbetta e l'ex vicepresidente Antonio Talarico, agli arresti nel luglio scorso.

Giulia Ligresti, finita anche lei in manette e' uscita dal processo dopo aver patteggiato la pena (2 anni e otto mesi) e altrettanto si appresta a fare Jonella Ligresti per la quale domani si terra' l'udienza per patteggiare una pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione, soluzione che vede contrarie le parti civili. L'ipotesi dell'accusa, rappresentata dai pm Vittorio Nessi e Marco Gianoglio, e' aggiottaggio e falso in bilancio.

Giovedi' prossimo riprendera' il dibattimento a carico di Salvatore Ligresti e ai top manager Fonsai. Si ritiene probabile che i due procedimenti, che ancora devono entrare nel vivo e sono fermi alle questioni preliminari, vengano unificati, ma soprattutto giovedi' prossimo il giudice dovra' esprimersi sulla eccezione di incompetenza territoriale in quanto secondo le difese degli imputati il reato di falsa comunicazione al mercato (i dati di bilancio 2010) si sarebbe consumato non a Torino ma a Milano dove e' avvenuta la diffusione da parte di Borsa Italiana sul Nis, o eventualmente a Firenze, dove nel corso della procedura di comunicazione e' intervenuto l'ultimo terminale Fonsai (il Nis), e dove quindi si e' conclusa e perfezionata la condotta da parte del gruppo. Se il giudice dovesse accogliere questa tesi, respinta dai pm, il processo dovra' ricominciare in un'altra sede.

eg/red

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