venerdì 20 gennaio | 11:29
pubblicato il 28/mar/2014 12:28

Fondi Ue: Corte europea taglia 80 mln a Puglia. Gravi carenze (1 update)

(ASCA) - Roma, 28 mar 2014 - La Corte di giustizia Ue ha confermato il taglio di 80 milioni di euro del contributo finanziario fornito dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fsre) alla regione italiana Puglia. Questo alla luce delle ''gravi carenze di cui le autorita' italiane hanno dato prova nella gestione e nel controllo dell'utilizzo dei fondi dell'Unione'' che ''sono tali da condurre a irregolarita' sistemiche'', come si legge in un comunicato della Corte.

La sentenza della Corte scaturisce da un ricorso presentato dall'Italia contro la decisione della Commissione europea risalente al 2009 di ridurre il contributo finanziario di un importo pari a 79,33 milioni di euro rispetto allo stanziamento di 1,72 miliardi che, nel 2000, era stato approvato da Bruxelles a fronte del progetto di programma operativo per la regione Puglia (''Por Puglia'') precedentemente presentato dall'Italia. A seguito di due audit successivamente effettuati, la Commissione ''ha concluso che le autorita' italiane non avevano stabilito un sistema che garantisse una buona gestione finanziaria dei fondi'' e deciso per una sospensione dei finanziamenti. Un terzo controllo porto' poi l'esecutivo Ue a ritenere ''che i requisiti indicati nella decisione di sospensione non erano stati rispettati entro i termini impartiti'' e a constatare ''diverse irregolarita' nei controlli di primo e di secondo livello nonche' nel funzionamento dell'autorita' di pagamento''. Pertanto, la Commissione concluse che ''non sussistevano ragionevoli garanzie che il sistema di gestione e di controllo del Por Puglia funzionasse efficacemente'' e confermo', nel 2009, la riduzione dei contributi. Da qui il ricorso italiano respinto oggi dalla Corte Ue poiche' ''i revisori dell'Unione hanno constatato diverse irregolarita' che hanno giustificato dubbi seri nei confronti dei controlli e dell'ammissibilita' delle spese. Oltre alla mancanza di personale nelle strutture dell'autorita' di pagamento, tali irregolarita' - prosegue il Tribunale - riguardano ritardi nell'esecuzione dei controlli di primo e di secondo livello, nella trasmissione delle relazioni, nel seguito dato ai controlli e nell'aggiornamento della tabella di monitoraggio, nonche' nelle verifiche che l'autorita' di pagamento avrebbe dovuto effettuare. Diverse irregolarita' non sono state segnalate dai controllori nazionali, mentre altri controlli erano stati considerati conclusi senza che fossero stati esaminati documenti essenziali''.

In tale quadro ''l''Italia, per parte sua, non ha fornito prove che consentissero di confutare quanto constatato dalla Commissione'' decretano i giudici europei ritenendo, inoltre ''che le insufficienze constatate dalla Commissione rimettano in discussione l'efficacia dell'insieme del sistema di gestione e di controllo del Por Puglia e presentino quindi un rischio rilevante di perdita per il bilancio dell'Unione''.

''Per tali motivi, il Tribunale respinge il ricorso dell'Italia'', conclude il comunicato.

red-stt/cam

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